venerdì 30 settembre 2022

Perché bere non è più figo?


 

Non è del tutto vero che bere non è più considerato "figo" o popolare. Tuttavia, ci sono molte ragioni per cui alcune persone potrebbero scegliere di evitare l'alcol o ridurne il consumo.

Innanzitutto, negli ultimi anni la consapevolezza dei rischi per la salute associati all'abuso di alcol è aumentata notevolmente. L'alcol può causare una serie di problemi di salute a breve e lungo termine, tra cui danni al fegato, problemi cardiaci, aumento del rischio di cancro e problemi di salute mentale come l'ansia e la depressione.

Inoltre, molti giovani adulti stanno cercando di adottare uno stile di vita più sano e attento alla salute, che può includere la riduzione del consumo di alcol. Ci sono anche molti altri modi per divertirsi senza bere, tra cui l'esercizio fisico, lo sport, l'arte e la cultura.

Infine, in alcune situazioni sociali, come al lavoro o quando si guida, il consumo di alcol può essere proibito o addirittura illegale, il che significa che molte persone scelgono di non bere per rispettare le normative o le regole della società.



giovedì 29 settembre 2022

Tutte le regole per fare il vino kasher

 


Il vino kosher è un tipo di vino prodotto secondo le norme ebraiche. Ecco alcune delle regole principali per fare il vino kasher:

  1. Solo uve e ingredienti kosher possono essere utilizzati nella produzione del vino.

  2. La macinazione, la pigiatura e la fermentazione devono essere eseguite solo da persone ebree osservanti.

  3. Durante la fermentazione, deve essere utilizzata solo levodopa kosher come lievito.

  4. Non possono essere aggiunti ingredienti non kosher al processo di produzione del vino.

  5. Le attrezzature utilizzate per la produzione devono essere separate dalle attrezzature utilizzate per la produzione di cibi non kosher.

  6. Solo uomini ebrei possono maneggiare il vino durante la produzione, la lavorazione e l'imbottigliamento.

  7. Il vino deve essere imbottigliato in una cantina kosher che non contiene altri alimenti o bevande non kosher.

  8. Il sigillo di approvazione della certificazione kosher deve essere apposto sulle bottiglie.

È importante notare che ci sono alcune variazioni nelle regole del vino kosher a seconda della comunità ebraica. Pertanto, se si vuole produrre vino kosher, è importante consultare una fonte autorevole per garantire il rispetto di tutte le norme specifiche.




mercoledì 28 settembre 2022

Storia del negroni sbagliato


Il Negroni Sbagliato è un cocktail italiano a base di Campari, vermouth rosso e vino spumante bianco secco. La sua origine risale agli anni '70, quando un barista di Milano stava preparando un classico Negroni ma al posto del gin accidentalmente versò lo spumante. Il risultato fu piacevole e il cliente che lo assaggiò lo apprezzò molto, contribuendo alla diffusione della bevanda.

Il nome "sbagliato" deriva proprio dall'errore del barista nel miscelare gli ingredienti, ma il sapore rimane comunque equilibrato e gradevole grazie alla giusta combinazione di dolcezza e amarezza.

Negli anni successivi il Negroni Sbagliato ha acquisito sempre più popolarità in Italia e all'estero, diventando una scelta frequente nei menu dei bar e dei ristoranti. Oggi è considerato uno dei grandi classici della mixology italiana e rappresenta una variazione gustosa e rinfrescante del più tradizionale Negroni.




martedì 27 settembre 2022

Che cos'è la ciofeca, la bevanda antenata del caffè


 

La "ciofeca" è una bevanda antica che veniva preparata in Etiopia, la patria del caffè, molto tempo prima che il caffè diventasse popolare in Europa. La ciofeca era fatta con i semi di una pianta chiamata Coffea arabica, che venivano tostati, macinati e poi bolliti in acqua per creare una bevanda dal sapore forte e amaro. Questa bevanda era consumata dagli abitanti delle regioni dove cresceva la pianta del caffè come stimolante ed energizzante. In seguito, il caffè è stato portato in Europa dai commercianti arabi durante il medioevo, ed è diventato rapidamente popolare in tutto il continente.


lunedì 26 settembre 2022

Qual è il cibo più malsano, presumibilmente sano?

Cosa c'è di meglio che sedersi con un bel bicchiere di succo di frutta fresca?

Dopotutto, ha la parola frutto, deve essere buono. Come puoi sbagliare?

La verità è che potresti anche bere una lattina di soda a colazione. Il succo di frutta contiene tanto zucchero e tante calorie quanto una lattina di Coca-Cola. Forse anche di più.

Certo, il tuo succo potrebbe contenere vitamina C e antiossidanti, ma questo difficilmente compensa lo zucchero.



Diamo un'occhiata a un confronto tra succo di mela e Coca Cola.

Coca-Cola: 140 calorie e 40 grammi di zucchero (50 cl)

Succo di mela: 165 calorie e 39 grammi di zucchero (50 cl)

Anche se ti prendi cura di prendere il succo etichettato come "succo puro al 100%", ciò non significa molto. In un processo commerciale, una volta che il succo viene estratto dal frutto, viene solitamente conservato in grandi serbatoi di stoccaggio impoveriti di ossigeno fino a un anno.

Questo ha l'effetto di rimuovere la maggior parte dei sapori dal prodotto. Affinché il prodotto sia nuovamente accettabile, i produttori devono aggiungere "sapore" al loro prodotto.

Qual è un'alternativa più sana? Mangia solo la frutta fresca. Avrà un sapore migliore e sarà più sano.

Aggiungo che lo zucchero nei succhi di frutta è il fruttosio, che a differenza del saccarosio e di altri zuccheri, viene processato direttamente dal fegato. Proprio come l'alcol. Se un frutto fresco non è dannoso, perché la quantità di fruttosio rimane limitata e ci sono altri apporti come la polpa o la buccia, un succo di frutta contiene circa cinque volte più fruttosio: occorrono circa 5 kg di arancia per fare 1 l di succo d'arancia per esempio. Quindi, bevendo troppo succo di frutta, rischi di finire con quello che viene chiamato fegato grasso. Molto dannoso per la tua salute.


domenica 25 settembre 2022

E voi paghereste per due caffè e due briosce 20 euro come è successo ad una turista a Como oppure andreste da qualche altra parte come ha invitato a fare il barista del bar in questione ?

L'anno scorso ho fatto colazione al Caffè Florian, a Piazza San Marco a Venezia.



Questo è il vassoio che ci è stato servito, 2 cappuccini, dolci, panna montata, burro e marmellata, in una sala del '700, affrescata e con la vista su una delle piazze più belle del mondo.

Abbiamo speso 45€ in 2, conoscevamo i prezzi ed è stata una nostra scelta sederci e goderci una stupenda colazione in una cornice da sogno, dolci eccezionali, servizio elegante e raffinato.

Se devi andarci per poi lamentarti perché hai speso troppo, beh, cambia locale.


sabato 24 settembre 2022

Quali sono le considerazioni nella selezione dei vini per un wine flight?

 


La selezione dei vini per un wine flight richiede una certa attenzione. Ecco alcune considerazioni importanti da tenere a mente:

  1. Tema: scegliere un tema per il wine flight, come la regione di produzione, il tipo di uva, l'annata o il produttore.

  2. Gradazione alcolica: selezionare vini con differenti gradi alcolici, in modo da non appesantire il palato del degustatore.

  3. Gusto: scegliere vini con sapori e aromi diversi, in modo da offrire una varietà di esperienze gustative.

  4. Struttura: selezionare vini con differenti livelli di struttura (come leggero, medio e corposo), in modo da offrire una varietà di sensazioni in bocca.

  5. Ordine: disporre i vini in un ordine logico, in modo da permettere ai degustatori di apprezzare le differenze tra i vari vini.

  6. Abbinamento: scegli vini che si abbinano bene con i cibi che verranno serviti, se previsto.

  7. Innovazione: osare con vini meno conosciuti o provenienti da regioni meno famose, per offrire ai degustatori un'esperienza nuova ed entusiasmante.





venerdì 23 settembre 2022

A differenza di quanto era noto fino ad ora il bere caffè aiuta a mantenere la pressione bassa?

A differenza di quello che si sapeva fino ad ora anche per bocca dei medici ,il bere caffè fino a tre tazze al giorno non solo non fa male ma anzi ha dei benefici per chi soffre di pressione alta . Quindi diciamolo subito a scanso di equivoci : il bere caffè aiuta a mantenere la pressione bassa. E tutto questo viene provato da uno studio. Chi beve una tazzina di caffè due o tre volte al giorno, infatti, ha la pressione più bassa rispetto a chi ne beve una sola tazza o a chi non ne prende affatto: un dato che vale sia a livello periferico che per la pressione aortica centrale, quella più vicina al cuore. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista "Nutrients", realizzata da studiosi dell’Università di Bologna e dell’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico di Sant’Orsola. L’indagine ha analizzato l’associazione tra il consumo di caffè e i parametri della pressione periferica e centrale in un campione di italiani.

"I risultati che abbiamo ottenuto mostrano che chi beve regolarmente caffè ha una pressione sanguigna significativamente più bassa, sia a livello periferico che a livello centrale, rispetto a chi non ne beve" spiega Arrigo Cicero, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna e primo autore dello studio. :Si tratta del primo studio ad osservare questa associazione sulla popolazione italiana, e i dati confermano l’effetto positivo del consumo di caffè rispetto al rischio cardiovascolare", aggiunge il professore Claudio Borghi, responsabile dello studio. "I risultati che abbiamo ottenuto mostrano che chi beve regolarmente caffè ha una pressione sanguigna significativamente più bassa, sia a livello periferico che a livello centrale, rispetto a chi non ne beve", spiega Arrigo Cicero, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna e primo autore dello studio. "Si tratta del primo studio ad osservare questa associazione sulla popolazione italiana, e i dati confermano l’effetto positivo del consumo di caffè rispetto al rischio cardiovascolare", aggiunge il professore Claudio Borghi, responsabile dello studio. Per approfondire questi effetti, in particolare rispetto ai valori della pressione centrale, gli studiosi hanno preso in considerazione un campione di 720 uomini e 783 donne a partire da una sub-coorte del Brisighella Heart Study: uno studio osservazionale coordinato da Claudio Borghi, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. Per ognuna delle persone individuate, sono stati confrontati i livelli della pressione sanguigna e le abitudini di consumo del caffè, insieme ad una serie di altri dati clinici. "I risultati sono molto chiari: la pressione arteriosa periferica è risultata decisamente più bassa nei soggetti che consumano da una fino a tre tazze di caffè al giorno rispetto ai non consumatori di caffè”, spiega Cicero. “E per la prima volta abbiamo potuto confermare questi effetti anche rispetto alla pressione aortica centrale, quella vicina al cuore, dove si osserva un fenomeno quasi identico, con valori del tutto simili per chi beve abitualmente caffè rispetto ai non consumatori"

E allora concedetevela per più di una volta al giorno questa bevanda che se fatta e gustata bene

è autentico piacere per il palato e …la salute


giovedì 22 settembre 2022

Quale è stato il più grande disastro economico di marketing della storia?

Sotto la grande pressione della concorrente Pepsi, nel 1985 la Coca Cola aveva deciso di cambiare la sua formula dopo 100 anni, nella speranza di riacquistare mercato; venne lanciata la “New Coke“.

Subito dopo l'introduzione nel mercato le proteste furono tante. I centralini della sede in Atlanta non riuscivano a contenere le lamentele di coloro a cui non piaceva più il nuovo gusto. Le vendite crollarono e l'azienda è dovuta ritornare indietro reintroducendo la vecchia bevanda.

I dirigenti non avevano capito come sono realmente i suoi clienti: persone molto tradizionaliste. La Pepsi, invece, ha un sentimento molto più da ribelle.



mercoledì 21 settembre 2022

Chi aveva una ricetta particolare per fare il caffè?

Ludwig Van Beethoven (1770-1827) era un grande amante del caffè e ne beveva una tazza ogni giorno.



Personaggio, come ben sappiamo, molto particolare, era molto puntiglioso nel preparare questa bevanda ed era convinto che il caffè perfetto fosse fatto con 60 chicchi di caffè!

La preparazione di Beethoven era definita all’ "orientale", riferendosi al modo in cui i tè venivano preparati, lavorati e presentati magnificamente dai paesi asiatici.

Preparava la bevanda in una caffettiera di vetro e lasciava cadere i chicchi uno dopo l'altro in una tazza, preparandoli poi con un bollitore di sua invenzione.


martedì 20 settembre 2022

Quando la Coca-Cola fece una magra figura

Nel 2013 La Coca-Cola dovette annullare una promozione canadese dopo che una donna trovò scritto sul tappo della propria bibita "You Retard" (Ritardato).



La promozione consisteva nel generare frasi divertenti accoppiando casualmente due parole, una in francese e una in inglese (le due lingue ufficiali canadesi), che sarebbero poi state stampate sui tappi.

Purtroppo non fu considerata la possibilità che una delle due parole avesse un significato offensivo nell'altra lingua, come nel caso di retard, "ritardo" in francese ma "ritardato" in inglese.

La donna che ritrovò questo tappo fu Blake Loates mentre stava mangiando in un ristorante a Edmonton.

Riferì di averlo trovato particolarmente offensivo perché aveva una sorella minore con ritardo nello sviluppo cognitivo.

Un caso simile avvenne con la scritta Douche, in francese "doccia", in inglese "stronzo".


lunedì 19 settembre 2022

Samara, benvenuti nella patria della vera birra sovietica.

Se volete provare l’originale Zhigulevskoe, così come esce dalla storica fabbrica, spillata al momento, non vi resta che fare una gita in questa interessante città sul Volga. Sentirete che è completamente diversa da quella in bottiglia che potete trovare ovunque in Russia


Lunga fila per la birra Zhigulevskoe originale allo stabilimento di Samara


A qualsiasi ora, il bar-negozio del birrificio Zhigulevskij, nella citta' di Samara , sul Volga, brulica di persone: sono in attesa che venga spillata una nuova partita di birra o hanno deciso di farsi un paio di boccali, seduti nel locale, o facendosi servire direttamente da un finestrino che dà sulla strada. La birra viene fornita al negozio tramite una conduttura sotterranea e i residenti locali affermano che il suo gusto non può essere paragonato a quello della stessa birra imbottigliata e venduta negli altri negozi in giro per la Russia, perché una vera Zhigulevskoe non conserva le sue qualità per più di un paio di giorni.



Nonostante le lunghe code, il servizio al birrificio è veloce: passi la tua bottiglia senza tappo, te la riempiono con un tubo flessibile, chiudi velocemente il tappo in modo che non esca la schiuma e il venditore passa già al cliente successivo.


“La sua particolarità è che si tratta di una birra che viene da bollitore, non dai fusti, motivo per cui è facile da bere con il caldo”, afferma Egor Samsonov di Samara. “Ricordo che da studenti tornavamo a casa a piedi per risparmiare i soldi del biglietto e comprarci qui un litro di birra. E in estate, quando c’erano molte persone, qui veniva portato anche un serbatoio aggiuntivo e la birra veniva versata direttamente dal tubo”.


La Zhigulevskoe è uno dei tipi di birra più famosi in Russia, nata sulle rive del Volga nel XIX secolo e diventata incredibilmente popolare durante gli anni sovietici. Lo stabilimento fu fondato nel 1881 dall’austriaco Alfred von Vacano (1846-1929): scelse Samara per l’acqua limpida del fiume Volga e la comoda accessibilità ai trasporti, utile per una buona logistica.



La fabbrica di birra Zhigulevskoe all'inizio del XX secolo


Vakano chiamò il tipo di birra più popolare “Venskoe” (“Viennese”), in onore alla sua terra di provenienza. La birra di Samara con questo nome veniva venduta non solo in Russia, ma anche nei pub in Europa: il birrificio aveva una rete di propri magazzini che andava da Varsavia a Vladivostok.


La Prima guerra mondiale inferse un duro colpo all’industria russa degli alcolici: un decreto imperiale introdusse il “sukhój zakón”, ovvero il proibizionismo alcolico nel Paese, e Vakano fu poi mandato al confino con l’accusa di spionaggio. Dopo la Rivoluzione del 1917, lui e la sua famiglia partirono per l’Austria. A quel tempo, l’impianto era già stato nazionalizzato, ma non funzionava. Negli anni Venti, i suoi figli ricevettero il permesso di rimettere in piedi il birrificio, ma dopo alcuni anni furono costretti anche loro a lasciare il Paese, e l’azienda divenne interamente di proprietà statale e da allora in poi subì molte trasformazioni.


Nel 1934, l’allora Commissario del Popolo dell’Industria Alimentare Anastas Mikojan fece visita allo stabilimento. Apprezzò molto il gusto della birra prodotta, ma si infuriò per il suo nome “borghese”. Quindi la “Viennese” divenne “Zhigulevskoe” (si pronuncia: “Zhiguljóvskoe”), prendendo il nome delle montagne situate sull’altra sponda del Volga (da cui prende il nome anche la celebre auto sovietica, la Zhiguli'). Nello stabilimento venivano prodotti altri tipi di birra, ma erano meno popolari.


Come qualsiasi altro prodotto dell’Urss, la birra Zhigulevskoe aveva un proprio disciplinare statale (Gost). Era una birra chiara di tipo lager con un alcol minimo del 2,8% e una densità di mosto all’inizio della fermentazione non inferiore all’11%. Il Gost regolava anche i tipi di materie prime e i tempi di fermentazione. Con tali standard, veniva prodotta in più di 700 fabbriche sovietiche!


Perché così tante fabbriche? Il fatto è che la birra sovietica veniva venduta “viva” e si poteva conservare per un breve periodo, non più di una settimana, e quindi di solito in una zona veniva venduta solo quella prodotta nel birrificio più vicino. Si poteva comprarla a mescita sia direttamente al birrificio che presso i chioschi per l’asporto, ma anche nei normali negozi in bottiglie di vetro (con vuoto a rendere).



Non sorprende che molte città sovietiche avessero ristoranti di birra chiamati “Zhiguli”. Un tale bar a Mosca è sempre stato uno dei posti più economici dell’Arbat (alcuni anni fa Vladimir Putin lo ha visitato con Medvedev Medvedev), e a Leningrado anche il raffinato pubblico del teatro lo frequentava, sebbene il bar avesse la reputazione di essere “violento”.

Il bar Zhiguli sulla Arbat


Oggi la Zhigulevskoe viene prodotta in poche decine di stabilimenti in Russia e nelle ex repubbliche sovietiche, ma queste birre oggi sono molto diverse per gusto, grado alcolico e metodo di preparazione.

Vladimir Putin al bar Zhiguli a Mosca, 2012


I residenti di Samara affermano che, per quanto riguarda quella comprata direttamente alla fabbrica, il gusto della Zhigulevskoe non è cambiato molto nel corso degli anni, ma è quasi impossibile trovare la birra che loro ben conoscono al di fuori della regione: continua infatti a non poter essere conservata a lungo. La gente fa ancora la fila per la “vera Zhigulevskoe”, che è diventata una sorta di specialità locale.


domenica 18 settembre 2022

Birra nostalgica: come ci si sbronzava ai tempi dell’Urss.


Un uomo beve birra davanti a un chiosco dopo aver riempito due barattoli.

In tutta l’Unione Sovietica ce n’erano otto varietà, a cui si aggiungevano quelle prodotte dalle singole repubbliche. Ma quando in città finiva, bisognava aspettare il lotto successivo

Prima della rivoluzione, l’Impero russo spillava diverse varietà di birra, prodotte secondo gli standard occidentali: Venskoe (Viennese), Munchenskoe (di Monaco di Baviera), Pilsener, Bavarian (bavarese), Kulmbachkoe (di Kulmbach), Bogemskoe (boema) e altre. Dopo il 1917, i nomi “borghesi” furono progressivamente sostituiti con quelli sovietici. Ad esempio, la viennese divenne Zhigulevskoe (Zhiguli), la Pilsener, Russkoe (russa), e la birra di Monaco di Baviera, Ukrainskoe (ucraina).


Operaie di un birrificio industriale che produceva oltre 10 mila bottiglie al giorno. Mosca, 1991.

In Unione Sovietica venivano preparati otto tipi di birra diffusi su tutto il territorio statale, ciascuno con un contenuto diverso in alcool: Zhigulevskoe (Zhiguli), Russkoe (russa), Moskovskoe (moscovita), Ukrainskoe (ucraina), Leningradskoe (leningradese), Porter, Martovskoe (marzolina) e Caramelnoe (caramellata).

Barista serve boccali al bancone del bar Gambrinus, nel 1967.


Le Repubbliche che costituivano l’Urss potevano poi produrre le loro varietà locali. Per esempio c’erano la Bakinskoe Spetsialnoe (Baku Special; azera), la Erevanskoe Temnoe (Scura di Erevan; armena), la Minskoe (di Minsk, Bielorussia), la Ferganskoe (di Fergana, Uzbekistan) e molte altre. In totale, in Unione Sovietica sono state prodotte più di 350 marche di birra. Molte, semplicemente, si copiavano l’un l’altra, spiega Pavel Egorov, autore del sito webspecializzato.

Punk russi occupano un edificio abbandonato nei pressi di Piazza Pushkin, a Mosca e, ovviamente, bevono birra.


Nell’Unione Sovietica, la birra era disponibile alla spina o nel vetro. Quella in bottiglia, normalmente, era scolata a casa durante il fine settimana. Chi voleva quella alla spina, poteva comprarla a uno dei tanti chioschi, presenti ovunque. D’estate, la birra era servita fredda, ma in inverno era a temperatura ambiente. I sovietici potevano anche acquistare la birra in botti di strada, come quelli che contengono ancora oggi il kvas.


Giovani sovietici si fanno una birra, 1987.


Nessuno batteva ciglio se qualcuno comprava birra la mattina o se, a sera, era ormai introvabile. Le persone erano disposte a stare in attesa a lungo per la birra appena preparata, tenendo in mano vasetti e contenitori di tutte le forme e dimensioni da riempire. Spiluccavano pesci secchi mentre aspettavano di essere serviti.



I cittadini sovietici che non volevano bere nei chioschi potevano andare nelle birrerie. Le persone di solito ordinavano qualche boccale e piluccavano, masticando senza sosta, il vobla o altri pesci secchi. Quelli più inclini a farsi un cicchetto un po’ più forte, si portavano si nascosto della vodka e, facendo attenzione a non farsi beccare dal cameriere, la versavano nei bicchieri sotto il tavolino, risciacquandoli poi con la birra. Altri invece, mescolavano birra e vodka, ottenendo un cocktail davvero di classe, lo Ersh.


Un brindisi con birra al ristorante Chaika (Gabbiano) di Leningrado (oggi San Pietroburgo), nel 1990.


I primi bar apparvero negli anni Settanta. Persino la parola “bar” era una novità e suonava molto occidentale. Questi locali avevano di solito interni semplici e servivano birra alla spina, snack e, se eravate fortunati, addirittura sigarette americane. Dopo l’inizio del proibizionismo, nel 1985, questi bar restarono aperti, perché la birra era considerata un male minore, rispetto alla vodka.

Birra bavarese prodotta dal birrificio “Rossija”.


Anche se esistevano solo poche varietà nel Paese, la birra era fresca, con un periodo di scadenza molto breve. Per questo motivo, venivano vendute nelle città solo le marche prodotte sul posto, il che significava che quando la birra era finita, era praticamente impossibile da trovare, finché non veniva prodotto il nuovo lotto. Tempi duri!


Il dirigente Boris Fomenko ha aperto un impianto di birrificazione nella fattoria statale “Rossija”, regione di Krasnodar, 1991.


In Urss non esisteva la birra in lattina. Solo alla metà degli anni Settanta, in previsione delle Olimpiadi di Mosca del 1980, venne lanciata la birra in lattina Golden Ring. Ma visto che il metallo era molto costoso, subito dopo la fine dei Giochi, la produzione venne fermata.


Minatori si bevono una birra, 1977.


Inoltre, in Unione Sovietica si poteva trovare in giro la birra proveniente da cosiddetti Paesi “fratelli”, come la Polonia e la Cecoslovacchia, ma in quantità limitate. Le birre estere occidentali apparvero sugli scaffali dei negozi solo dopo la caduta della Cortina di Ferro, quando molte fabbriche russe iniziarono a produrre birra sotto la licenza dei marchi internazionali. Tuttavia, la Zhigulevskoe è ancora molto amata in Russia.


sabato 17 settembre 2022

Quali sono i dolci più costosi del mondo?

Si trova a Napoli. Non sono sicuro che sia realmente il dolce più costoso al mondo, anche se molti sostengono che lo sia.

Quando andai a Napoli ne avevo mangiato uno, 25 euro, realizzato in edizione limitata.

E, dedicato a San Gennaro per la sua festa patronale.




Si tratta di una sfoglia ischitana al cioccolato fondente, unita ad un impasto di brioche di lamponi con un cuore di crema al latte di bufala e vaniglia.

Farcito con una salsa di lamponi al pepe rosa e pesche del Vesuvio.

In superficie si trova poi della liquirizia calabra, per ricordo alle origini del Patrono e scaglie d'oro che rappresentano il tesoro di San Gennaro.


venerdì 16 settembre 2022

Mettere il formaggio su (o dentro) un croissant: va bene o è una bestemmia?

Dipende dal formaggio; mascarpone, Philadelphia e ricotta (che non è propriamente un formaggio ma facciamo finta che…) vanno bene.

Formaggi stagionati decisamente no, a meno che non si tratti di un croissant salato.

Un croissant salato infatti lo puoi farcire come fosse un panino oppure un toast ottenendo un risultato strepitoso:





giovedì 15 settembre 2022

Perché ora si raccomanda di mettere un cucchiaio di metallo nel microonde quando si riscaldano i liquidi?

Prima di fare qualsiasi cosa, ACCERTATEVI CHE IL VOSTRO MICROONDE ABBIA QUESTA ETICHETTA DA QUALCHE PARTE.



Prima era una cosa assolutamente impensabile: mettere non solo un cucchiaio, ma anche qualcosa di metallico all'interno del microonde poteva provocarne l'esplosione. Ora i produttori di microonde lo consigliano.

A quanto pare, quando si tratta di riscaldare liquidi (come il caffè che avete lasciato raffreddare perché non l'avete bevuto in fretta), i produttori sostengono che inserire un cucchiaio di metallo nel liquido lo fa riscaldare più velocemente e in modo più uniforme.



mercoledì 14 settembre 2022

Cosa bevono i russi durante i pasti?

Non sono amanti dell'acqua. Preferiscono bere la loro amata vodka prima, durante e dopo i pasti.

Non sono nemmeno così tanto amanti del vino dato che l'unica parte in cui cresce l'uva è in Crimea e la qualità non è nemmeno eccelsa.

Come noi beviamo il caffè i russi bevono il te: colazione, fine pranzo, fine cena e durante i pasti non fa differenza.

Infine, specie d'estate, bevono una pseudococa-cola naturale chiamata "kvas".



martedì 13 settembre 2022

Quale alcolico è tra i più particolari del mondo?

Sapevate che l’Uganda è lo Stato con il maggior consumo di alcol pro capite al mondo con ben 17 litri all'anno per abitante?



Il non invidiabile record è figlio anche del Waragi.

È un gin prodotto nel continente nero a partire dal 1965 e deve il suo nome dalla crasi dei termini “war gin”, dato che veniva bevuto prima di andare in battaglia.

Oggi è una bevanda illegale proprio per cercare di limitarne la diffusione, ma con scarso successo dato che viene prodotta clandestinamente.

Si ottiene miscelando la farina di manioca, lo zucchero di canna.

Ma perchè è così apprezzata?

A causa della sua estrema dolcezza è consumata perfino dai giovanissimi che la miscelano anche con i superalcolici più forti dato che è in grado di mitigarne il sapore.


lunedì 12 settembre 2022

Sweet and sour mix

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Lo sweet and sour mix, o semplicemente sweet and sour, è una miscela composta da un dolcificante (solitamente sciroppo di zucchero) e un acidificante (solitamente succo di limone).

Descrizione
Lo sweet and sour mix è una miscela molto simile alla limonata, dal sapore che varia dal dolce all'aspro a seconda delle ricette. Lo sweet and sour mix è frequentemente utilizzato nella la preparazione di diversi cocktail; è inoltre l'ingrediente principale della famiglia di cocktail sour.

Preparazione artigianale
Lo sweet and sour mix non prevede una ricetta univoca, ma gli ingredienti più comunemente utilizzati sono lo sciroppo leggero di zucchero (ossia una parte di zucchero e una parte d'acqua) e il succo di limone. Le proporzioni variano a seconda delle ricette e dei risultati desiderati:
  • Classica: 1/2 sciroppo leggero di zucchero, 1/2 succo di limone
  • Rich syrup: 2/3 sciroppo leggero di zucchero, 1/3 succo di limone
  • Acid mix: 1/3 sciroppo leggero di zucchero, 2/3 succo di limone
Ai tradizionali ingredienti vengono spesso aggiunti o sostituiti ingredienti: le varianti più comuni prevedono l'aggiunta di succo di lime o arancia o l'uso dello zucchero di canna; l'aggiunta di albume d'uovo dà al composto proprietà lievemente schiumogene.

Preparazione industriale
Esistono in commercio miscele di sweet and sour mix prodotto industrialmente. fra gli ingredienti più utilizzati vi sono l'acido citrico, l'acido malico, l'acido tartarico e l'acido ascorbico come acidificanti, glucosio e maltodestrina come dolcificanti. Lo sweet and sour mix industriale è distribuito sotto forma di premix, ossia in bottiglie pronte, o come polvere da addizionare all'acqua.

Nomenclatura
Il nome del preparato è in lingua inglese ed è traducibile in italiano come miscela agrodolce. Spesso, sui menù e sui ricettari, viene abbreviato nelle forme sweet and sour, sweet'n'sour, sweet & sour, s'n's, s&s, ss, sour mix o sour; raro l'ultilizzo della versione italianizzata sweet e sour.


domenica 11 settembre 2022

Fizz

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Con il termine Fizz viene indicata una famiglia di drink miscelati. È una variante del più vecchio termine sour. Le caratteristiche principali del fizz sono la presenza di succo di limone e di soda water. Il primo riferimento alla parola fizz sulla stampa, è nella Bartender's Guide del 1887: Jerry Thomas segnalava in questo articolo ben 6 ricette classificabili come fizz.

sabato 10 settembre 2022

Unicum

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L'Unicum è un amaro ungherese a base di piante medicinali, che si consuma come aperitivo o digestivo. Fu inventato nel 1790 da József Zwack ed è un marchio distribuito in Italia dalla Diageo. Negli Stati Uniti e in altri Paesi non europei il liquore viene distribuito con la medesima tipica bottiglia ma anche con il nome Zwack.
Secondo la leggenda, originariamente la bevanda sarebbe stata presentata da József Zwack all'imperatore Giuseppe II d'Austria, (figlio di Maria Teresa d'Asburgo), che dichiarò "Das ist ein Unikum!" (è una specialità!). Fu pertanto adottato quale liquore digestivo ufficiale dalla corte asburgica e la sua bottiglia venne autorizzata a fregiarsi della croce dorata su sfondo rosso. Durante il periodo comunista in Ungheria, Unicum fu prodotto seguendo una ricetta diversa. Dopo la caduta del comunismo, Péter Zwack ritornò in Ungheria e riprese la produzione dell'Unicum secondo la ricetta originaria. Il liquore è oggi prodotto secondo una formula familiare segreta, che comprende più di quaranta piante medicinali ed invecchia in barili di quercia. Di recente è stata introdotta sul mercato anche una nuova versione denominata "Unicum Szilva", la cui ricetta principale è stata leggermente modificata con diminuzione alcolica e aromatizzata alle prugne.


venerdì 9 settembre 2022

Caffellatte

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Il caffellatte (anche caffè latte o caffè e latte) è una bevanda di origine italiana composta principalmente da caffè e latte, consumata frequentemente sia a casa sia al bar.
A casa, il caffellatte viene preparato con quantità variabili di caffè e latte, e servito in una tazza o in una scodella.
Al bar, a differenza del cappuccino, viene solitamente servito in un bicchiere di vetro come il latte macchiato ed è generalmente preparato con latte caldo oppure, soprattutto in estate, con latte freddo e talvolta anche caffè freddo. Le proporzioni di latte e caffè sono le stesse usate per il cappuccino; mentre è totalmente assente la schiuma o la crema di latte.
Bevande simili sono diffuse in tutto il mondo. Nei paesi anglosassoni viene solitamente chiamato semplicemente latte (a volte addirittura con un accento grave o acuto sulla e), in francese viene chiamato café au lait, in spagnolo café con leche e in portoghese café com leite.
Oltre alla standard caffellatte, sono ammissibili anche le scritture caffè latte e caffè e latte. In questi ultimi due casi, in italiano standard la pronuncia della l subisce un raddoppiamento fonosintattico. Questo spiega perché la grafia univerbata prende la forma caffellatte, più corretta di caffelatte, come per le parole evviva e cosiddetto (e non eviva o cosidetto).


giovedì 8 settembre 2022

Vespetrò

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Il Vespetrò è il nome dato a un liquore di color giallognolo prodotto a Canzo secondo una ricetta segreta di infusioni di erbe aromatiche tra cui il coriandolo, l'anice, la scorza d'arancia e il finocchio, di probabile origine francese (savoiarda), dove questo genere di liquore digestivo è ancora molto apprezzato, fu depositata, protetta da brevetto, nel secolo scorso dal canzese Scannagatta.
La bevanda è stata commercializzata fino agli anni '60, tipicamente imbottigliata nelle classiche bottiglie di vetro strette ed allungate, simili a quelle del Liquore Galliano. La sua produzione e vendita, diffusa e rinomata nei tempi passati, trova testimonianza nelle guide Baedeker di metà Ottocento che lo citano come prodotto tipico e importante per Canzo.
La sua produzione terminò nel 1991, ma nel novembre del 2008 la sua produzione è ripresa grazie a una famiglia di imprenditori di Bellagio. Assieme al Vespetrò, è stato riproposto anche l'Amaro del Ghisallo, detto il Campionissimo, in onore di Fausto Coppi e del santuario del Ghisallo, dedicato proprio ai ciclisti.

 
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