lunedì 31 gennaio 2022

Caffè sospeso

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Il caffè sospeso (in napoletano 'O cafè suspiso) è un'abitudine filantropica e solidale, un tempo viva nella tradizione sociale napoletana. Viene posto in essere dagli avventori dei bar di Napoli mediante il dono della consumazione di una tazzina di caffè espresso a beneficio di uno sconosciuto.

La tradizione

Quando un cliente ordina un caffè sospeso, si trova a pagare due caffè pur ricevendone uno solo. In questo modo, quando una persona bisognosa entra nel bar può chiedere se c'è un caffè sospeso: in caso affermativo, riceve la consumazione di una tazzina di caffè come se gli fosse stata offerta dal primo cliente. Questa tradizione è stata un'usanza viva nella società napoletana per diversi anni, ma poi ha conosciuto un declino. Negli ultimi anni tale tradizione sembra riacquistare l'antico splendore, con un numero sempre più crescente di bar che segnalano la disponibilità di caffè sospesi, almeno nel centro storico di Napoli.
Secondo lo scrittore Riccardo Pazzaglia, la tradizione avrebbe origine dalle dispute che sorgevano al momento di pagare il caffè tra gruppi, amici, o conoscenti, incontrati al bar: poteva succedere, allora, che nell'incertezza tra chi aveva consumato e chi riteneva di dover pagare per gli altri, si finisse per pagare un caffè che non era stato consumato. In tal caso, non si chiedeva indietro il credito che ne scaturiva, ma si lasciava valida l'offerta a beneficio di uno sconosciuto. Questa usanza faceva parte di un repertorio di gesti coesivi e solidali che erano in uso nella società napoletana (tra cui il cosiddetto "acino di fuoco", un tizzone portato sulla paletta che, nei cortili napoletani, veniva offerto da chi aveva già acceso il focolare in ore più mattiniere, a beneficio degli altri coinquilini che potevano risparmiare il consumo dei fiammiferi.
Nel 2008, lo scrittore Luciano De Crescenzo ha raccolto ed elaborato una serie di articoli di giornali, considerazioni e aneddoti sul tema, intitolandoli Il caffè sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi.
Il 10 dicembre 2011 la "Rete del Caffè Sospeso" ha istituito la "Giornata del Caffè Sospeso" con l'appoggio di diverse associazioni culturali.
Dal primo trimestre del 2012 l'organizzazione onlus 1 Caffè cerca di riproporre questa tradizione a scopo benefico e su base volontaria.

Nel resto del mondo

La pratica del caffè sospeso è stata sperimentata anche in alcuni bar di Bulgaria, Irlanda, Newcastle, Spagna, Canada, Francia, Belgio, Grecia, Argentina, Finlandia e Russia. In Argentina l'abitudine ha assunto caratteristiche specifiche delle tradizioni alimentari di quel paese, divenendo empanada pendiente.

Iniziative similari: il "libro sospeso"

L'usanza tradizionale ha dato spunto a iniziative simili in altri campi del consumo: ad esempio, nel settore della piccola distribuzione libraria, ha iniziato a prendere piede un'iniziativa che promuove un'analoga abitudine, quella del "libro sospeso", in cui il frequentatore della libreria lascia dietro di sé un libro pagato, in base a un titolo da lui scelto. L'iniziativa è partita nel 2010, per opera di due piccole librerie a Palermo e a Polla (nel Cilento), per poi approdare, nel 2014, anche presso una grande catena della distribuzione organizzata, suscitando qualche protesta nei piccoli librari.

La "poesia sospesa"

La “Poesia Sospesa al Bar” è una rassegna di poesia nata, a Napoli, da un'idea della poetessa Ketti Martino e realizzata in collaborazione con Pino De Stasio, poeta e gestore della Caffetteria "Settebello", associata alla Rete del Caffè Sospeso.
La Rassegna, tenuta a battesimo l'8 marzo 2014, ha avuto come finalità quella di sottrarre la Poesia all'asfitticità dei salotti letterari e delle accademie, coniugando l'antica tradizione filantropica del caffè sospeso alla Poesia, alla lettura e alla fruizione della Poesia, in quanto bene comune da condividere.
La Rassegna, articolata in cinque incontri che hanno visto alternarsi gli interventi letterari di poeti di spicco del territorio napoletano e campano, è stata caratterizzata dalla distribuzione di testi poetici da parte dei partecipanti sia al pubblico sia alla Caffetteria come dotazione di "Poesia Sospesa", appunto, a beneficio di futuri avventori/lettori.

"Caffè Sospeso"

Rubrica letteraria scritta da Laura Defendi, pubblicata nel sito "Sdiario" di Barbara Garlaschelli dal 2014 con cadenza quindicinale. La rubrica racconta e commenta fatti, accadimenti e notizie, con uno sguardo tra il poetico e il divertito.

domenica 30 gennaio 2022

Arquebuse






L'arquebuse, anche conosciuto come alpestre, è un distillato di erbe.

Storia

È possibile datare le fonti storiche che parlano dell'arquebuse intorno alla fine del secolo XVII. Sicuramente prodotto originariamente in Francia, nella zona di Lione e del Rhone-Alpes, nacque nei monasteri. Il significato del nome ha più spiegazioni: dall'uso curativo sulle ferite da archibugio, alla sensazione che si ha dopo averlo bevuto nello stomaco, a causa dell'alta gradazione alcolica.

Caratteristiche del prodotto

La gradazione alcolica di questo liquore è elevata, e varia dai 30 ai 45°. Il colore varia dal giallo paglierino al verde chiaro.

Materiali e attrezzature

Variabile da produttore a produttore, la ricetta dell'arquebuse prevede 33 erbe, fra le quali il genepì, la verbena, la menta, la camomilla, la valeriana, l'issopo e il tanaceto. Quest'ultimo, in piemontese viene anche chiamato "erba di Arquibus".
Le erbe vengono fatte macerare, alcune secche, altre fresche, con l'alcool e dopo viene distillato il liquido ottenuto. Il liquore viene fatto invecchiare in botti di rovere.

Zona di produzione

Anticamente veniva prodotto in quasi tutto il Piemonte. Oggigiorno è prodotto con il nome alpestre nella città di Carmagnola (TO), dove viene considerato prodotto agroalimentare tradizionale.

sabato 29 gennaio 2022

Caffè turco

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Prende il nome di caffè turco una tipologia di preparazione del caffè diffusa in Turchia, nella penisola balcanica e nei paesi arabi.
Si prepara facendo bollire dell'acqua in un particolare bricco dalla forma allungata ("ibrik", solitamente di ottone). Quando l'acqua bolle, si toglie dal fuoco si aggiunge il caffè macinato finemente. A seconda delle varie tradizioni e località, possono essere aggiunte alcune spezie (opzionali) come il cardamomo.
Il caffè così preparato assume una consistenza "sciropposa" e necessita di qualche minuto di decantazione per far depositare il sedimento sul fondo delle tazzine. Questo stesso sedimento assume forme particolari; queste vengono interpretate nella pratica mantica tipicamente turca (o delle zone influenzate dai turchi, come i Balcani) della lettura dei fondi di caffè, la caffeomanzia.
In occasione dei matrimoni tradizionali, la sposa è tenuta a preparare alla madre dello sposo la sua migliore tazza di caffè, in presenza del futuro sposo. A quest'ultimo viene servita una tazzina che contiene anche del sale, che egli deve assaporare senza mostrare esitazione.
Ora questa bevanda ha anche il suo primo museo, dove i visitatori possono apprendere come prepararla nella maniera più corretta possibile ottenendo anche un attestato. L'istituzione è stata creata presso il Museo delle arti turche e islamiche di Istanbul.



Paesi di maggior diffusione

Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. In alcuni di questi paesi è noto proprio come caffè turco, mentre in altri viene chiamato semplicemente caffè o viene associato alla nazione in questione (caffè greco, armeno, caffè bosniaco).
  • Albania
  • Armenia
  • Azerbaigian
  • Bosnia ed Erzegovina
  • Bulgaria
    Cipro del Nord
  • Cipro
  • Croazia
  • Grecia
  • Iran
  • Israele
  • Kosovo
  • Mondo arabo
  • Macedonia
  • Montenegro
  • Romania
  • Russia
  • Serbia
  • Slovenia
  • Ucraina

venerdì 28 gennaio 2022

Bourbon

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Il bourbon è un whiskey che prende il nome da una contea dello Stato del Kentucky.

Storia

Si dice che il reverendo Elijah Craig, nel 1789, sia stato il primo a dare il nome bourbon al proprio whiskey. Può essere distillato in tutti gli Stati Uniti, tuttavia la sua produzione ha luogo in sei Stati e più precisamente: Kentucky, California, Illinois, Pennsylvania, Indiana e Georgia. Ad ogni modo è nel Kentucky che storicamente si concentra la maggior produzione del bourbon.

Caratteristiche

Il bourbon può quindi essere distillato solo negli Stati Uniti. Nel 1964 il Congresso ha infatti riconosciuto il Bourbon Whiskey come prodotto caratteristico degli Stati Uniti, creando le Federal Standard of Identity for Bourbon le quali prevedono che:
  • deve essere ottenuto da una miscela costituita da mais per almeno il 51%;
  • deve essere distillato non oltre l'80% di alcol in volume;
  • deve essere naturale al 100%, alla miscela può essere aggiunta solo acqua:
  • deve essere invecchiato in botti di quercia, nuove e tostate internamente per facilitare la penetrazione del distillato nel legno;
  • deve essere messo in botte con non più del 62,5% di alcol in volume;
  • il bourbon che rispetta tali regole, ed è invecchiato per un minimo di due anni, può essere denominato Straight Bourbon;
  • il bourbon invecchiato per un periodo inferiore ai quattro anni deve portare in etichetta la durata dell'invecchiamento;
  • La dicitura Kentucky bourbon si riferisce a un whiskey distillato ed invecchiato per almeno un anno nel Kentucky.

Produzione

La tipica miscela di cereali per il bourbon è generalmente composta dal 70% di mais ed il rimanente è dato da grano e/o segale, e orzo maltato. Questa miscela viene detta mash, è fatta fermentare attraverso un processo denominato sour mash fermentation, nel quale alla miscela viene aggiunta acqua purissima demineralizzata e un'infusione acida ricca di lieviti attivi, proveniente da precedenti fermentazioni. Dal 2005 il suddetto procedimento è utilizzato per l'elaborazione di tutti gli Straight Bourbon whiskey.
Terminata la fermentazione si procede alla distillazione, solitamente a ciclo continuo con alambicco a colonna, dando vita ad un distillato incolore che con la permanenza in botti acquisterà un colore naturale più o meno intenso a seconda degli anni di invecchiamento.

giovedì 27 gennaio 2022

Midori

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Midori è un liquore prodotto col melone, prodotto dall'azienda giapponese Suntory.

Prodotto

Il Midori è un liquore verde limpido, con un grado alcolico pari al 20-21%. L'ingrediente di base è il melone Yūbari, località nota per la produzione di meloni di ottima qualità. I siti di produzione sono in Giappone, Messico e Francia, nonostante fino al 1987 venisse prodotto solo in Giappone. Ha un sapore decisamente dolce, raramente consumato da solo, ma viene piuttosto usato per produrre cocktail o long drink a base di limonata, succo di limone, lime, ananas o arancia e altre bevande acide utilizzate per bilanciare la sua dolcezza.

Nome

Il nome deriva dal termine giapponese 緑色 - midoriiro, che significa "verde", ovvio richiamo al colore della bevanda. Il verde è stato scelto per richiamare il colore della natura giapponese.

Storia

Anno Nazioni
1978 Stati Uniti, Australia
1980 Regno Unito
1981 Canada, Svezia
1984 Giappone
1985 Paesi Bassi
1988 Finlandia
1990 Messico
1991 Italia, Francia, Malta, Norvegia
1992 Spagna, Nuova Zelanda, Cipro
1994 Germania, Grecia, Russia
1995 Corea del Sud
1997 Vietnam



Nel 1971 la Suntory presentò al campionato Internazionale di Bartending di Tokyo un liquore al melone, che ebbe immediato successo fra i giudici. Sulla spinta dell'entusiasmo, l'azienda giapponese dedicò sette anni allo sviluppo del prodotto e del marketing per il mercato internazionale. Per la presentazione venne scelto lo Studio 54, noto locale di New York, ad una festa con il cast del film la febbre del sabato sera. Il liquore venne presentato sotto forma di cocktail, sotto il nome di "Japanese Gin Tonic". Il prodotto venne immesso sul mercato statunitense a partire dal maggio del 1978. Nel 1981 le vendite raggiunsero le 100.000 casse, per poi essere triplicate nel 2007. Nel 1978 fu aperta la prima sede di produzione estera, in Messico. La seconda venne aperta in Francia nel 2003. Il primo cocktail premiscelato, il Midori lemon, venne commercializzato in Australia nel 1993.

Cocktail

Il Midori è presente nelle ricette di vari cocktail, spesso utilizzato per il colore caratterizzante. I principali cocktail sono:
  • Japanese Iced Tea
  • Melon Lemonade
  • Japanese slipper
  • The Universe

mercoledì 26 gennaio 2022

Tentura

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Il Tentura (in greco τεντούρα) è un liquore tipico della città greca di Patrasso (in greco Πάτρα). Commercializzato dagli anni cinquanta, ha tuttavia radici secolari.

Preparazione

Si prepara utilizzando principalmente cannella, chiodi di garofano, noce moscata e il vino rosso dolce tipico di Patrasso "mavrodafni". Vengono poi aggiunti altri aromi che variano in base ai gusti del mastro liquorista.

martedì 25 gennaio 2022

Caol Ila

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Caol Ila è un whisky che viene prodotto in Scozia nella parte settentrionale dell'isola di Islay dall'omonima Caol Ila Distillery. La produzione di whisky è una delle attività principali dell'isola come il turismo.
In tutta l'isola ci sono 8 distillerie che producono, al Nord Bowmore, Bruichladdich, Bunnahabhain e Caol Ila; mentre le distillerie del Sud dell'isola producono un whisky con un sapore più intenso come Ardbeg, Lagavulin e Laphroaig.
La distilleria del Caol Ila è stata fondata nel 1846 da Hector Henderson. Nel 1854 fu acquistata da Norman Buchanan e nel 1863 dal Bulloch Lade & C. Ltd. Nel 1920 è stata rilevata da un consorzio di uomini d'affari che ha formato la Coal Ila Distillery Company Ltd. e nel 1930 la proprietà è passata alla Scottish Malt Distilleries Ltd: la distilleria in seguito è arrivata in possesso del gruppo multinazionale Diageo.
Sono prodotti due Coal Ila Single Malt Scotch Whisky: il 12 anni e il 18 anni. Nel 2010 è stato imbottigliato per la prima volta un whisky invecchiato 25 anni con un volume alcolico del 43%.

lunedì 24 gennaio 2022

Stile di birra

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Stile di birra è il termine usato per differenziare e categorizzare le birre secondo varie caratteristiche, come il colore, il sapore, la gradazione alcolica, gli ingredienti, il metodo di produzione, la ricetta, la storia e le origini.
La moderna teoria degli stili birrari è in gran parte basata sul lavoro fatto dallo scrittore Michael Jackson nel suo libro del 1977 "The World Guide To Beer" in cui cataloga una grande varietà di birre provenienti da tutto il mondo, in gruppi stilistici locali, suggeriti dalle abitudini e dai nomi locali. Fred Eckhardt approfondì il lavoro di Jackson pubblicando "The Essentials of Beer Style" nel 1989.
Tuttavia, nonostante lo studio sistematico delle tipologie birrarie sia un fenomeno moderno, la differenziazione delle birre è molto antica (iniziata verso il 2000 a.C.) e largamente diffusa nella storia e nelle varie culture.
Lo studio delle caratteristiche di uno stile di birra può essere spezzato in vari elementi: il grado di amarezza impartito alla birra da alcuni agenti come il luppolo, l'orzo tostato o alcune erbe; il grado di dolcezza data dallo zucchero presente nella birra; la gradazione alcolica che deriva dalla quantità di ingredienti fermentabili che vengono trasformati in alcol; infine il gusto e l'aspetto della birra.

Storia degli stili di birra
La storia degli stili di birra potrebbe essere la storia della birra stessa. La tavoletta di Alulu (una ricetta per la "migliore" ale, ritrovata nella città di Ur in Mesopotamia) mostra che già dal 2050 a.C. esisteva una differenziazione tra almeno due qualità di birra. Il lavoro compiuto da Bedrich Hroznydi nella traduzione delle tavolette dei mercanti assiri, ritrovate ad Ḫattuša, ha rivelato che circa 500 anni dopo gli Ittiti conoscevano 15 diversi tipi di birra.
Alcuni documenti mostrano come nei vari paesi si siano sviluppati alcuni metodo locali di produzione con ingredienti tipici. Plinio il Vecchio nel suo libro Naturalis Historia scrisse riguardo all'usanza dei Celti di produrre ale in Gallia e in Spagna secondo metodi e nomi diversi, sebbene il principio fosse lo stesso. Le leggi degli Anglo-sassoni contavano tre differenti birre, mentre i Normanni nel Domesday Book diversificavano cervisae (ale) e plena cervisia (ale più corposa).
Già nel XV secolo i mastri birrai della Germania e dei Paesi Bassi usavano il luppolo per insaporire e conservare la loro ale; questo nuovo stile di ale fu chiamato "birra". Quando questa abitudine si diffuse in Gran Bretagna e i mastri birrai di Southwark, a Londra, iniziarono a vendere questa bevanda che si discostava dalla ale tradizionale senza luppolo, ci furono lamentele e proteste. Per un certo numero di anni furono emanate diverse leggi per favorire talvolta la birra, talvolta la ale, fino a quando la birra luppolata divenne lo stile standard in tutta Europa.
Sempre nel XV secolo, alcuni birrai bavaresi iniziarono a conservare la birra in fresche caverne durante i mesi estivi, per evitare che si rovinasse. Il lievito ad alta fermentazione fu sostituito da un lievito a bassa fermentazione per il quale la birra necessitava di un filtraggio per rimanere stabile. Questo stile di birra chiara, limpida e stabile, divenne famosa come lager dal termine tedesco lagern che significa conservare, e si diffuse rapidamente dapprima in Germania e in Repubblica Ceca, e poi in tutto il mondo.
Sebbene le birre prodotte usando malti essiccati naturalmente avessero un colore chiaro, nel XVII secolo la maggior parte dei malti venivano tostati sul fuoco, producendo una birra scura. Quando nel 1642 si iniziò ad usare il carbone per la tostatura del malto, si diffusero notevolmente le birre più chiare, tant'è che già nel 1703 iniziò ad essere usato il termine pale ale. Verso la metà del XIX secolo Gabriel Sedlmayr (1811-1891), avviò questo processo produttivo nel Birrificio Spaten in Germania creando in questo modo la prima pale lager.

Classificazione
Le birre possono essere classificate in base a numerosi fattori:
Aspetto
Le caratteristiche visive che possono essere osservate in una birra sono il colore, la limpidezza e il tipo di schiuma. Il colore deriva dal tipo di malti usati, in particolare un'aggiunta di malto genera una birra di colore più scuro. Tuttavia, possono influire altri ingredienti nel colore di una birra, come ad esempio le aggiunte di frutta. L'intensità del colore può essere misurata attraverso metodi quali EBC o SRM (Standard Reference Method), ma queste informazioni sono date solo raramente al pubblico.
Molte birre sono limpide, ma alcune, come ad esempio le hefeweizen, possono rimanere più torbide, a causa della presenza di lievito che le rende opache. Esistono anche birre opache a causa del colore scuro (come le stout, le porter e le schwarzbier). Un ultimo fattore che influenza l'aspetto di una birra è lo spessore e il mantenimento della schiuma, oltre che la traccia che questa lascia sul bicchiere.

Gusto
Il sapore di una birra può derivare da ciascuno dei suoi ingredienti: dal tipo e dalla quantità di malto (o degli altri fermentescenti), dal tipo e dalla quantità di luppolo, dalla gradazione alcolica, dagli esteri, dalla varietà di lievito, dal tipo di acqua e da molte altre componenti aromatiche, oltre che dal processo produttivo. Uno dei parametri più importanti è il grado di amarezza, che può essere misurato secondo la scala IBU (International Bitterness Unit).

Elenco di stili di birra
Non esiste un accordo globale su quanti stili birrari esistono, e nemmeno su quali stili appartengono a ciascuna famiglia. Questo è un diagramma che tenta di riassumerli:

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domenica 23 gennaio 2022

Aperol Peach

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Ingredienti
  • 1/6 campari o campari soda
  • 2/6 di aperol o aperol soda
  • 3/6 vodka alla pesca
  • ghiaccio
  • fette di arancia rossa

Mix
Boston Shaker

Bicchiere
coppa da cocktail

Note
gustoso, anche per quelli a cui non piace la vodka alla pesca.Consiglio di sostituire la dose dell'Aperol con quella del Campari se lo volete più amaro.

Quando
after dinner



sabato 22 gennaio 2022

Curaçao






Il Curaçao è un liquore a base di scorze di laraha, un tipo di arancia dal caratteristico sapore amaro che cresce nell'isola di Curaçao, dipendenza dei Paesi Bassi. Tale pianta è una varietà di arancia amara non nativa dell'isola, ma importata dagli spagnoli. Il suolo povero di nutrienti e il clima arido di Curaçao hanno cambiato il gusto iniziale del frutto, creando questa varietà (laraha).
Scoperto per caso, il liquore fu affinato e commercializzato da una famiglia spagnola dell'isola di Curaçao, la famiglia Senior, nel corso del XIX secolo.
Per fabbricare il liquore vengono fatte essiccare le scorze d'arancia, in modo da far sprigionare i dolci oli essenziali. Successivamente vengono fatte macerare in alcool, zucchero e acqua per diversi giorni per poi filtrare il tutto e aggiungendo alcune spezie.
Il liquore ha un deciso gusto di arancia con gradazione alcolica e amarezza del gusto variabili a seconda del produttore. Il colore è generalmente trasparente, ma vengono spesso commercializzate versioni colorate di verde, rosso, arancione e, spessissimo, blu.
Il Blue Curaçao è utilizzato principalmente per cocktail esotici come lo Swimming Pool.



venerdì 21 gennaio 2022

Sciroppo di limone

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Lo sciroppo così preparato può essere usato come bibita allungandolo con acqua, e si conserva in frigorifero per alcuni giorni.

Ingredienti

Per ottenere 1l circa di sciroppo:
  • 550g di zucchero
  • 100ml di acqua
  • 10-12 limoni

Preparazione

  1. Lavare accuratamente la buccia dei limoni.
  2. Rimuovere con un coltello (o con un pelapatate ben affilato) la parte gialla della buccia dei limoni (il flavedo) e conservarla a parte, facendo attenzione a non lasciare parti bianche (l'albedo) che darebbero un gusto amarognolo allo sciroppo.
  3. Versare lo zucchero in una pentola, mescolandovi la parte gialla delle bucce. Coprire poi la pentola con della pellicola trasparente e lasciare riposare un'ora circa, in modo che gli oli essenziali delle bucce vengano assorbiti dallo zucchero.
  4. Spremere i limoni, filtrandone il succo con un colino.
  5. Togliere la pellicola trasparente dalla pentola, aggiungere l'acqua e portare molto lentamente ad ebollizione, in modo da ottenere uno sciroppo trasparente.
  6. Togliere la pentola dal fuoco ed aggiungere il succo dei limoni.
  7. Imbottigliare lo sciroppo passandolo con un colino, in modo da rimuovere le bucce.

Varianti

Se vi sono dubbi sul trattamento subito dalle bucce dei limoni, è possibile farne a meno e ottenere comunque un buon risultato.
 
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