La domanda "Qual è migliore, Jim Beam o Jack Daniel's?" sembra una di quelle discussioni da bancone che non possono portare a una conclusione seria. In realtà, la risposta è più interessante di quanto sembri, perché mette a confronto due prodotti molto simili per pubblico e prezzo, ma costruiti su identità differenti.
Partiamo da una distinzione fondamentale. Jim Beam è un bourbon prodotto in Kentucky. Jack Daniel's è un Tennessee whiskey prodotto in Tennessee. Ma questo non significa che Jack Daniel's non sia, tecnicamente, un bourbon: la sua produzione rispetta i requisiti necessari per rientrare nella categoria, mentre il produttore sceglie di identificarlo come Tennessee whiskey, anche per il particolare processo di filtrazione attraverso carbone d'acero utilizzato prima dell'invecchiamento, noto come Lincoln County Process.
Quindi la vecchia formula "tutti i bourbon sono whiskey, ma non tutti i whiskey sono bourbon" è corretta come principio generale, ma non risolve affatto la questione Jim Beam contro Jack Daniel's.
Perché i due whisky sono così famosi? Perché rappresentano due delle porte d'ingresso più riconoscibili al mondo nel whisky americano. Sono economici, facilmente reperibili, abbastanza semplici da comprendere e soprattutto estremamente versatili nei cocktail. Ma definirli semplicemente "whisky per principianti" è più un giudizio di gusto che un fatto.
Jim Beam Original è un bourbon prodotto con una percentuale significativa di mais, come richiede la normativa per il bourbon, e presenta il profilo tipico che ci si aspetta da un bourbon americano: dolcezza, vaniglia, caramello, legno e una componente speziata. È diretto, riconoscibile e progettato per funzionare bene sia da solo sia all'interno di un drink.
Jack Daniel's Old No. 7 ha invece un carattere differente. Il processo di filtrazione attraverso carbone d'acero contribuisce al profilo morbido e distintivo che il pubblico associa al Tennessee whiskey. Il risultato tende a essere dolce, vanigliato e leggermente affumicato, con una componente legnosa e caramellata.
Se li si beve con la Coca-Cola, naturalmente, una parte importante delle differenze tra i due prodotti viene coperta dalla bevanda. Ma questo non significa necessariamente che chi li beve con la Coca-Cola non capisca nulla di whisky. Significa semplicemente che sta utilizzando il whisky come componente di un drink, non come oggetto principale della degustazione.
E questa distinzione è importante.
Un whisky non deve essere necessariamente bevuto liscio per essere "buono". Un Old Fashioned, un Manhattan o un Whiskey Sour non sono modi per nascondere un whisky cattivo: sono preparazioni nelle quali il distillato svolge un ruolo preciso.
Il vero problema nasce quando si sostiene che il ghiaccio serva esclusivamente a "diluire l'alcol perché il sapore è troppo forte". L'acqua modifica effettivamente la percezione aromatica del whisky e la temperatura riduce la percezione dell'alcol, ma la diluizione può anche rendere più facilmente percepibili determinate componenti aromatiche. Non esiste quindi una gerarchia universale nella quale il whisky liscio rappresenta la cultura e il whisky con ghiaccio l'ignoranza.
La questione diventa più interessante quando si sale di categoria.
Jim Beam ha una gamma molto più ampia del semplice bourbon entry-level. Jim Beam Black, per esempio, offre un'esperienza più strutturata rispetto alla versione standard, mentre la famiglia Jim Beam comprende numerose espressioni destinate a chi vuole qualcosa di più complesso.
Anche Jack Daniel's non si ferma all'Old No. 7. Gentleman Jack rappresenta un'espressione più morbida e rifinita, mentre le diverse versioni premium della distilleria permettono di salire parecchio di livello.
Ed è qui che la discussione "Jim Beam contro Jack Daniel's" smette di avere una risposta unica.
Se parliamo delle bottiglie standard, la scelta è soprattutto personale.
Se preferisci un profilo più apertamente bourbon, con dolcezza, vaniglia, legno e spezie, Jim Beam può essere la scelta più naturale.
Se preferisci il carattere morbido e riconoscibile associato al Tennessee whiskey, Jack Daniel's può risultare più piacevole.
Non esiste una legge secondo cui uno dei due debba essere oggettivamente superiore.
Il discorso cambia quando si confrontano prodotti di fascia superiore. Qui Jim Beam dispone di alcune espressioni molto interessanti e il confronto con Jack Daniel's diventa molto meno banale. Allo stesso modo, chi conosce soltanto Old No. 7 potrebbe avere un'idea piuttosto limitata di ciò che la distilleria è capace di produrre.
E c'è un'altra cosa che spesso viene dimenticata: il prezzo.
Un whisky da 20 dollari non deve essere giudicato con lo stesso metro con cui giudicheresti una bottiglia da 80, 100 o 150 dollari. Se spendi poco, stai acquistando anche una certa versatilità, disponibilità e prevedibilità del prodotto.
Da questo punto di vista, Jim Beam e Jack Daniel's hanno avuto un successo enorme proprio perché svolgono perfettamente la funzione per cui sono stati progettati.
Sono whisky riconoscibili.
Sono accessibili.
Funzionano nei cocktail.
Funzionano con il ghiaccio.
Possono essere utilizzati in cucina.
E possono essere bevuti lisci da chi apprezza il loro profilo.
Questo non significa che siano il vertice assoluto del whisky americano. Sarebbe assurdo sostenere che una bottiglia standard di Jim Beam o Jack Daniel's rappresenti necessariamente il punto d'arrivo per un appassionato.
Il mondo del bourbon offre una quantità enorme di alternative. Woodford Reserve, Elijah Craig, Four Roses, Wild Turkey, Maker's Mark e numerosi altri produttori hanno espressioni capaci di offrire maggiore complessità, profondità o personalità.
Ma anche qui bisogna evitare l'errore opposto: trasformare la degustazione in una gara di prezzo.
Un whisky costoso non è automaticamente migliore per ogni persona. E un whisky economico non diventa automaticamente spazzatura.
Se il tuo obiettivo è bere un bourbon complesso davanti al camino e analizzarne aromi, struttura, finale e interazione con l'acqua, probabilmente non sceglierai la bottiglia più economica di Jim Beam o Jack Daniel's.
Se invece vuoi preparare un Whiskey Sour, un Old Fashioned o semplicemente bere qualcosa con ghiaccio senza spendere una fortuna, entrambi possono svolgere egregiamente il loro lavoro.
Quindi, quale sceglierei?
Tra Jim Beam Original e Jack Daniel's Old No. 7, non esiste un vincitore universale. Personalmente, sceglierei Jim Beam se volessi un carattere più direttamente riconducibile al bourbon e Jack Daniel's se cercassi quel profilo morbido e particolare del Tennessee whiskey.
Ma se la domanda diventa "quale dei due marchi offre prodotti più interessanti quando saliamo di livello?", allora la risposta diventa molto più articolata e dipende dalle singole bottiglie.
La cosa che eviterei è soprattutto il vecchio snobismo secondo cui chi beve Jim Beam o Jack Daniel's sarebbe necessariamente un principiante.
Un principiante può comprare una bottiglia da 200 dollari e non capire assolutamente cosa sta bevendo.
Un appassionato esperto può prendere una bottiglia economica, versarla nel bicchiere giusto, aggiungere qualche goccia d'acqua e sapere esattamente perché l'ha scelta.
Il whisky non diventa migliore perché costa di più.
Diventa interessante quando impari a capire cosa c'è nel bicchiere.
E, a quel punto, la domanda "Jim Beam o Jack Daniel's?" diventa soltanto l'inizio della discussione.
Cesio Endrizzi