
Quando immaginiamo uno studioso medievale — magari chino su un manoscritto in una biblioteca monastica o intento a discutere teologia nelle prime università europee — difficilmente pensiamo al contenuto della sua coppa. Eppure le bevande alcoliche erano parte integrante della vita quotidiana, anche negli ambienti più eruditi. Non si trattava solo di piacere: spesso era una scelta pratica, culturale e perfino sanitaria.
Per gli studiosi del Mediterraneo e delle regioni dove la vite cresceva facilmente, il vino era centrale. Era:
bevanda quotidiana
simbolo religioso (pensiamo all’Eucaristia)
alimento energetico
elemento sociale e conviviale
Nel Medioevo il vino era considerato quasi “salutare”: si riteneva che riscaldasse il corpo, rafforzasse lo spirito e proteggesse dai malanni. Veniva consumato da tutte le classi sociali, anche se la qualità variava molto.
In generale, nella maggior parte dell’Europa medievale il vino rimase la bevanda principale da pasto, soprattutto nelle aree meridionali dove la vite era diffusa.
Per gli studiosi universitari italiani, francesi o spagnoli, bere vino era quindi assolutamente normale.
Se ci spostiamo verso Germania, Inghilterra, Paesi Bassi o Scandinavia, cambia tutto. Qui dominavano:
ale (birra senza luppolo)
“small beer” (birra leggerissima)
La birra era consumata quotidianamente da tutte le classi sociali, spesso a ogni pasto.
Nei monasteri — veri centri culturali del sapere — il consumo era enorme: alcune fonti parlano perfino di diversi litri al giorno per monaco. Non era visto come eccesso, ma come parte della dieta e fonte calorica.
La ragione era anche pratica:
la fermentazione rendeva le bevande più sicure
la birra forniva calorie preziose
Le versioni più diffuse erano spesso a bassissima gradazione, più simili a un “pane liquido” che a un alcolico moderno.
L’idromele — fermentato di miele — era ancora presente in molte aree europee, soprattutto nel Nord. Era considerato una bevanda antica, quasi sacra in alcune culture.
Non era necessariamente la bevanda quotidiana degli studiosi, ma sicuramente faceva parte della cultura alcolica del tempo.
Il tipo di bevanda dipendeva molto dal territorio:
Francia e regioni con molti frutteti → sidro
Nord Europa → birra e ale
Mediterraneo → vino dominante
Questa varietà rifletteva l’economia agricola locale più che le preferenze personali.
Non esiste una “bevanda degli intellettuali” separata dal resto della società medievale. Gli studiosi bevevano:
ciò che bevevano tutti
ciò che era disponibile localmente
ciò
che era socialmente accettato
Considera che le università medievali nascono dentro città vive, piene di taverne e luoghi di socialità dove il bere era parte della vita culturale. La realtà è più sfumata. L’acqua esisteva e si beveva, ma:
non sempre era sicura
spesso era meno affidabile di bevande fermentate
Per questo birra, vino e altre bevande erano fondamentali per l’idratazione quotidiana.
Se entrassi in una università medievale, probabilmente troveresti:
Nel Sud Europa
vino (soprattutto diluito o speziato)
Nel Nord Europa
birra
ale
small beer
Ovunque, più occasionalmente
idromele
sidro
Bere non era visto come vizio automatico. Era:
nutrizione
medicina
rituale sociale
parte della spiritualità
Perfino nei monasteri, la birra poteva essere considerata quasi “acqua nutritiva”.
