lunedì 2 dicembre 2024

Tom Collins: ricetta classica, storia e segreti del grande long drink

 


Il Tom Collins è uno dei cocktail più eleganti e semplici della tradizione classica. Fresco, agrumato e leggermente dolce, è un long drink perfetto per chi cerca equilibrio e bevibilità.

È uno di quei cocktail che dimostrano come, con pochi ingredienti ben dosati, si possa ottenere un risultato estremamente raffinato.


Ricetta classica del Tom Collins

Ingredienti

  • 50 ml di Gin

  • 25 ml succo di limone fresco

  • 15 ml sciroppo di zucchero

  • soda (acqua frizzante) q.b.

  • ghiaccio

  • fetta di limone o ciliegia per guarnire


Preparazione passo dopo passo

1. Shaker

Nello shaker aggiungi:

  • gin

  • succo di limone

  • sciroppo di zucchero

  • ghiaccio

Shakera energicamente per 10–15 secondi.


2. Filtraggio

Filtra il contenuto in un bicchiere alto (Collins glass) pieno di ghiaccio fresco.


3. Soda

Completa con soda fredda fino a riempire il bicchiere.


4. Decorazione

Guarnisci con:

  • fetta di limone

  • oppure ciliegia

Il Tom Collins si basa su un equilibrio molto preciso:

  • il Gin dà struttura e botaniche

  • il limone porta acidità e freschezza

  • lo zucchero bilancia

  • la soda allunga e rende il drink leggero

È un cocktail “verticale”: semplice, ma costruito con logica perfetta.

Il Tom Collins nasce nell’Ottocento e fa parte della famiglia dei cosiddetti “sour allungati con soda”.

La sua origine è legata a un celebre scherzo chiamato “Tom Collins Hoax”, diffuso tra Stati Uniti e Regno Unito nel 1874: si raccontava alle persone che un certo “Tom Collins” stesse parlando male di loro in un bar vicino, spingendole a cercarlo.

I baristi iniziarono a servire un drink chiamato “Tom Collins” proprio durante questa ondata di scherzi, e il nome rimase.

Il segreto del Tom Collins è la sua leggerezza:

  • non è pesante

  • non è troppo dolce

  • non è troppo alcolico

  • è estremamente rinfrescante

Per questo è considerato uno dei migliori long drink estivi.


Varianti moderne

Vodka Collins

  • sostituisce il gin con vodka

  • gusto più neutro


John Collins

  • spesso con bourbon o whiskey

  • più rotondo e caldo


Il Tom Collins si abbina bene a:

  • aperitivi leggeri

  • pesce

  • insalate estive

  • finger food

  • cucina mediterranea delicata

La soda e il limone puliscono il palato.


Errori da evitare

  • usare limone in bottiglia (rovina il cocktail)

  • esagerare con lo zucchero

  • soda non fredda

  • ghiaccio insufficiente


Il Tom Collins è un esempio perfetto di equilibrio:

  • Gin

  • limone fresco

  • zucchero

  • soda

Un cocktail nato nell’Ottocento che continua a funzionare oggi perché non ha bisogno di essere complicato per essere elegante.

È semplice, diretto e incredibilmente efficace.





domenica 1 dicembre 2024

Come rendere cremosa una Piña Colada?

 


La Piña Colada è uno dei cocktail tropicali più famosi al mondo. Nata a Porto Rico, è amata per il suo equilibrio tra ananas, cocco e rum. Tuttavia, una delle difficoltà più comuni nella preparazione casalinga è ottenere quella consistenza vellutata e cremosa che si trova nei migliori cocktail bar.

La buona notizia è che la cremosità non dipende da un singolo ingrediente, ma dall'insieme di ingredienti, proporzioni e tecnica di preparazione.

L'errore più frequente è utilizzare latte di cocco al posto della crema di cocco.

La crema di cocco è:

  • più densa

  • più ricca di grassi

  • più dolce

  • molto più vellutata

Il latte di cocco può funzionare, ma produrrà una Piña Colada più liquida e meno avvolgente.

L'ananas fresco e ben maturo contribuisce notevolmente alla consistenza del cocktail.

Un frutto maturo:

  • contiene più zuccheri naturali

  • offre una polpa più morbida

  • dona una texture più piena

Se l'ananas è acerbo, il risultato sarà più acquoso e meno armonioso.

Per una Piña Colada cremosa il ghiaccio deve essere dosato correttamente.

Troppo ghiaccio:

  • diluisce il cocktail

  • lo rende granuloso

  • ne riduce la morbidezza

Poco ghiaccio:

  • produce una bevanda troppo pesante

La soluzione ideale è utilizzare ghiaccio tritato o cubetti piccoli e frullare il tempo necessario senza eccedere.


Ricetta classica cremosa

Ingredienti

  • 60 ml di Rum bianco

  • 90 ml di succo di ananas

  • 30 ml di crema di cocco

  • una tazza di ghiaccio


Preparazione

  1. Inserire tutti gli ingredienti nel frullatore.

  2. Frullare fino a ottenere una consistenza liscia e uniforme.

  3. Servire immediatamente in un bicchiere freddo.

  4. Decorare con ananas fresco o una ciliegia.

Alcuni bartender aggiungono:

  • 15-20 ml di panna fresca

Questa variante non è tradizionale, ma rende la Piña Colada:

  • più morbida

  • più vellutata

  • quasi simile a un dessert liquido

Va usata con moderazione per non coprire i sapori tropicali.

Per una versione particolarmente golosa si può aggiungere una piccola quantità di:
Gelato alla vaniglia

Il risultato sarà:

  • molto cremoso

  • ricco

  • perfetto come drink-dessert

È una variante moderna e non la ricetta tradizionale.

La consistenza dipende anche dal tempo di lavorazione.

Frullare troppo poco:

  • lascia pezzi di ghiaccio

  • rende il cocktail irregolare

Frullare troppo:

  • scioglie eccessivamente il ghiaccio

  • rende la bevanda acquosa

Di solito bastano 20-30 secondi a buona velocità.

Per ottenere una Piña Colada da resort tropicale:

  • ananas congelato a pezzi

  • crema di cocco

  • rum bianco

  • poco ghiaccio

L'ananas congelato aumenta la densità senza aggiungere acqua.

La Piña Colada si abbina bene a:

  • frutta tropicale

  • dolci al cocco

  • crostate alla frutta

  • dessert alla vaniglia

  • cucina caraibica leggermente speziata

Per rendere davvero cremosa una Piña Colada bisogna concentrarsi su quattro elementi:

  • crema di cocco di qualità

  • ananas maturo

  • giusta quantità di ghiaccio

  • frullatura corretta

Se vuoi una consistenza ancora più ricca, puoi aggiungere un tocco di panna o utilizzare ananas congelato, ottenendo un cocktail morbido, vellutato e capace di evocare immediatamente l'atmosfera dei Caraibi.





sabato 30 novembre 2024

Cherry Mi-To: il cocktail italiano tra bitter, vermouth e ciliegia


Il Cherry Mi-To è uno di quei drink che riescono a raccontare Milano e l’aperitivo italiano contemporaneo con una semplicità solo apparente. Dietro i suoi tre ingredienti principali si nasconde una logica precisa: amaro, dolcezza, frutta e struttura aromatica in perfetto equilibrio.

Nato all’interno della scena gastronomica milanese più evoluta, questo cocktail rappresenta una reinterpretazione moderna del classico aperitivo all’italiana, dove la frutta non è più solo decorazione, ma parte integrante del gusto.

Il Cherry Mi-To nasce da un’idea sviluppata nella cocktail list di Pepe-Barra Italiana, il progetto del Gruppo Langosteria ospitato a Milano all’interno di Palazzo Fendi.

Il nome richiama due mondi:

  • “Mi” come Milano

  • “To” come Torino

Un riferimento diretto al legame storico tra due pilastri dell’aperitivo italiano:

  • il Bitter di Milano

  • il Vermouth di Torino

La base del cocktail infatti riprende proprio questo asse classico dell’aperitivo, già presente nel celebre Mi-To (Milano-Torino), uno dei drink progenitori del Negroni.

A questa struttura storica viene aggiunta una componente moderna e fruttata: il succo di ciliegia, che introduce una dimensione più morbida, contemporanea e gastronomica.

Il Cherry Mi-To non è un cocktail costruito per stupire con tecniche complesse, ma per ridefinire un equilibrio:

  • l’amaro del bitter

  • la profondità del vermouth

  • la dolcezza fruttata della ciliegia

Il risultato è un drink:

  • più morbido del Mi-To classico

  • più aromatico del Negroni

  • più gastronomico di entrambi

È un cocktail che si inserisce perfettamente nella nuova idea di aperitivo italiano: meno rigido, più conviviale, più legato al cibo.


Ingredienti della ricetta originale

Per 1 drink:

  • 30 ml Campari

  • 30 ml Vermouth rosso (es. Cocchi Storico)

  • 10 ml succo di ciliegia

  • ghiaccio q.b.

  • 1 ciliegia sotto spirito per guarnire


Preparazione passo dopo passo

1. Raffreddamento del mixing glass

Riempire un mixing glass con ghiaccio per abbassare la temperatura e preparare la diluizione corretta.


2. Miscelazione

Aggiungere:

  • Campari

  • Vermouth rosso

  • succo di ciliegia

Mescolare delicatamente per alcuni secondi.


3. Filtraggio

Filtrare il contenuto in un bicchiere lowball con ghiaccio fresco.


4. Decorazione

Completare con una ciliegia sotto spirito.


Il Cherry Mi-To si basa su una costruzione aromatica a tre livelli:

Amaro

Il Campari porta:

  • intensità

  • amaro agrumato

  • struttura iniziale

Spezie e dolcezza

Il Vermouth rosso aggiunge:

  • erbe aromatiche

  • dolcezza controllata

  • profondità

Frutta

Il succo di ciliegia introduce:

  • morbidezza

  • rotondità

  • una nota quasi vinosa

Il Cherry Mi-To deriva direttamente dal classico Mi-To (Milano-Torino), considerato uno dei cocktail più antichi della mixology italiana.

Il Mi-To originale è semplicissimo:

  • Campari

  • vermouth rosso

Il Cherry Mi-To ne rappresenta un’evoluzione:

  • più moderno

  • più gastronomico

  • più accessibile al palato contemporaneo

Il Cherry Mi-To è un cocktail da aperitivo strutturato, quindi si abbina perfettamente a piatti sapidi, grassi e ricchi di sapore.

Perfetto con:

  • focacce farcite

  • taralli e olive

  • salumi misti

  • formaggi semi-stagionati

Il contrasto tra amaro e grasso funziona molto bene.

Ottimo con:

  • baccalà mantecato

  • tartare di pesce

  • crostini di pesce affumicato

Il succo di ciliegia ammorbidisce le note saline.

Come proposto da Pepe-Barra Italiana, il cocktail si sposa con:

  • polpette di vitello

  • preparazioni fritte

  • carne servita in piccoli assaggi

Fritti e street food

  • rösti di patate

  • fritti misti

  • piccole tapas italiane

L’amaro pulisce il palato tra un boccone e l’altro.

Il Cherry Mi-To funziona perché gioca su un principio fondamentale della mixology moderna:

  • l’amaro stimola l’appetito

  • la frutta crea accessibilità

  • il vermouth lega il tutto

È un cocktail pensato non solo per essere bevuto, ma per accompagnare il cibo.

La ciliegia non è un dettaglio estetico.

Nel Cherry Mi-To:

  • amplifica la dolcezza naturale

  • arrotonda il bitter

  • crea un ponte tra vino e cocktail

La ciliegia sotto spirito finale aggiunge una chiusura aromatica intensa e persistente.

Rispetto al Negroni:

  • meno alcolico

  • più morbido

  • più fruttato

  • meno aggressivo sull’amaro

È una versione più contemporanea e gastronomica della stessa famiglia.

Il Cherry Mi-To rappresenta una nuova direzione dell’aperitivo italiano:

  • radicato nella tradizione del Mi-To e del Negroni

  • reinterpretato con la frutta

  • pensato per la cucina condivisa

Grazie all’equilibrio tra Campari, Vermouth rosso e succo di ciliegia, riesce a essere un cocktail immediato ma allo stesso tempo sofisticato.

Non è solo una bevanda da aperitivo.
È un ponte tra bar e cucina, tra amaro e frutta, tra tradizione e nuova mixology italiana.


venerdì 29 novembre 2024

Mix acido fatto in casa per Whiskey Sour?

 


 Il “mix acido” per un Whiskey Sour fatto in casa è semplicemente una scorciatoia per replicare la parte agrumata + dolce del cocktail senza dover ogni volta spremere il limone e dosare lo zucchero separatamente.

Funziona, ma va costruito bene: molti sour mix commerciali sono troppo dolci e piatti. Quello fatto in casa invece può essere molto più fresco e preciso.


Mix acido base fatto in casa

Ingredienti

  • 200 ml succo di Limone fresco

  • 150 ml succo di lime (facoltativo ma consigliato per complessità)

  • 150 g zucchero bianco o di canna fine

  • 200 ml acqua

  • (facoltativo) 1 albume pastorizzato per versione già “sour foam base”


Preparazione

  1. Scalda leggermente l’acqua (non bollire).

  2. Sciogli lo zucchero completamente.

  3. Lascia raffreddare lo sciroppo.

  4. Aggiungi succo di limone e lime.

  5. Mescola bene e conserva in bottiglia in frigo.

Durata: 3–5 giorni (meglio consumarlo fresco).


Il ruolo del mix acido nel Whiskey Sour

Nel Whiskey Sour classico hai:

  • whiskey

  • succo di limone

  • zucchero

  • (facoltativo albume)

Il mix acido sostituisce:

  • succo + dolcificante in un solo ingrediente

Risultato:

  • più velocità nella preparazione

  • meno precisione al momento del servizio

  • ma maggiore uniformità


Pro e contro

Vantaggi

  • veloce da usare

  • sempre pronto

  • gusto costante

  • utile per servizio numeroso


Svantaggi

  • meno freschezza del limone appena spremuto

  • rischio di eccesso di dolcezza

  • perdita di controllo sull’equilibrio


Come usarlo nel Whiskey Sour

Per 1 cocktail:

  • 60 ml Bourbon

  • 30–40 ml mix acido

  • (facoltativo) albume

  • ghiaccio

Shakerare sempre forte per emulsione e texture.


Versione migliore (consiglio da bartender)

Se vuoi un mix acido più “professionale”:

  • riduci zucchero a 120 g

  • aumenta limone fresco

  • aggiungi un pizzico di sale

Questo:

  • migliora la freschezza

  • bilancia la dolcezza

  • rende il sour più vivo


Alternativa migliore al mix acido

Onestamente, la versione migliore del Whiskey Sour resta:

  • succo di limone fresco

  • sciroppo di zucchero 1:1

Perché ti permette controllo totale.

Il mix acido fatto in casa è una soluzione pratica, ma il suo valore dipende da quanto lo costruisci bene.

Con:

  • Limone fresco

  • dolcezza bilanciata

  • acqua per armonizzare

può funzionare bene per preparazioni rapide.

Ma se cerchi il Whiskey Sour perfetto, la strada più pulita resta sempre la combinazione separata di acidità e dolcezza, shakerata al momento.






giovedì 28 novembre 2024

Old Fashioned con bourbon o segale?


 La risposta breve è: dipende dal risultato che vuoi ottenere nel tuo Old Fashioned. Entrambi funzionano benissimo, ma portano due personalità molto diverse nel bicchiere.

Usare Bourbon nell’Old Fashioned significa andare verso un cocktail:

  • più dolce naturalmente (mais)

  • più morbido al palato

  • con note di vaniglia, caramello e miele

  • più “comfort”

Risultato: Old Fashioned più accessibile, caldo e avvolgente.

È la versione più diffusa oggi, soprattutto nei cocktail bar moderni.

Con Rye whiskey il profilo cambia completamente:

  • più secco

  • più speziato (pepe, cannella, segale)

  • più diretto e teso

  • meno dolce

Risultato: Old Fashioned più “tagliente” e classico nello stile americano antico.

È la scelta tradizionale nei cocktail del XIX secolo.


Differenza chiave in una frase

  • Bourbon = morbidezza e dolcezza naturale

  • Rye = spezie, secchezza e carattere

Nel Old Fashioned hai pochi elementi:

  • whiskey

  • zucchero

  • bitters

  • scorza d’arancia

Quindi il distillato domina tutto il drink.

Per questo la scelta è decisiva:

  • se vuoi un cocktail più “dessert-like” → bourbon

  • se vuoi un cocktail più secco e nervoso → rye


Quale scegliere davvero?

Scegli bourbon se:

  • sei all’inizio con i cocktail whisky

  • vuoi un drink più morbido

  • preferisci note dolci e vanigliate

Scegli rye se:

  • ti piace il carattere speziato

  • vuoi un Old Fashioned più classico

  • ami cocktail più secchi e tesi


Non esiste un vincitore assoluto tra Bourbon e Rye whiskey nell’Old Fashioned.

Esistono due interpretazioni:

  • bourbon → eleganza morbida e rotonda

  • rye → struttura secca e speziata

Il bello è proprio questo: cambiare un solo ingrediente e ottenere due cocktail completamente diversi, pur restando nella stessa idea originale.


 





mercoledì 27 novembre 2024

Come shakerare correttamente un Daiquiri

 


Il Daiquiri è uno dei cocktail più semplici da leggere sulla carta… e uno dei più facili da sbagliare nel bicchiere.

Tre ingredienti:

  • Rum bianco

  • succo di lime

  • zucchero

Eppure basta shakerarlo male per ottenere:

  • un drink annacquato

  • troppo caldo

  • troppo aggressivo

  • sbilanciato

Perché nel Daiquiri lo shaker non serve solo a mescolare. Serve a:

  • raffreddare

  • diluire

  • dare texture

  • creare equilibrio

Ed è proprio qui che si gioca tutto.


Ingredienti classici del Daiquiri

Per 1 cocktail:

  • 60 ml di Rum bianco

  • 25 ml di succo di lime fresco

  • 15 ml di sciroppo di zucchero

  • ghiaccio abbondante

Perché lo shaker è fondamentale

Il Daiquiri deve essere:

  • freddissimo

  • teso

  • setoso

  • perfettamente diluito

Senza shakeratura corretta il drink risulta:

  • troppo alcolico

  • acido in modo sgradevole

  • disunito

Lo shaker crea l’emulsione temporanea tra:

  • alcol

  • agrumi

  • zucchero

  • acqua derivata dal ghiaccio

Il ghiaccio: più importante di quanto sembri

Uno degli errori peggiori è usare poco ghiaccio.

Serve ghiaccio:

  • abbondante

  • compatto

  • molto freddo

Più ghiaccio = migliore raffreddamento e minore diluizione incontrollata.

Poco ghiaccio invece:

  • si scioglie troppo in fretta

  • annacqua il cocktail

  • scalda il drink


Tecnica corretta di shakeratura

1. Raffredda il bicchiere

Metti il bicchiere in freezer o riempilo di ghiaccio.

2. Versa gli ingredienti nello shaker

  • rum

  • lime

  • sciroppo

3. Aggiungi ghiaccio abbondante

Lo shaker deve essere ben pieno.

4. Chiudi bene

Sembra banale, ma un Daiquiri addosso rovina l’atmosfera.

5. Shakera forte e corto

Tempo ideale:

  • circa 10–15 secondi

Movimento:

  • deciso

  • ritmico

  • energico

Il cocktail deve raffreddarsi rapidamente senza eccessiva diluizione.


Il suono dello shaker

I bartender esperti spesso “sentono” il cocktail dal suono.

All’inizio:

  • ghiaccio pesante

  • rumore pieno

Alla fine:

  • suono più morbido

  • maggiore fluidità

È il segnale che:

  • il drink è freddo

  • una corretta diluizione è avvenuta

Double strain: serve davvero?

Molti fanno il doppio filtraggio:

  • strainer principale

  • colino fine

Perché?
Per eliminare:

  • microframmenti di ghiaccio

  • polpa eccessiva

  • residui

Risultato:

  • texture più liscia

  • aspetto più elegante

L’equilibrio corretto

Il vero Daiquiri non deve essere:

  • troppo dolce

  • troppo acido

  • troppo alcolico

La shakeratura serve anche a integrare tutto.

Un buon Daiquiri deve sembrare:

  • leggerissimo
    anche se non lo è affatto.

Errori più comuni

Shakerare troppo poco

Drink caldo e aggressivo.

Shakerare troppo a lungo

Cocktail annacquato.

Usare lime vecchio

Perdita totale di freschezza.

Ghiaccio scarso

Diluzione pessima.


Daiquiri frozen vs classico

Classico shakerato

  • elegante

  • secco

  • tecnico

Frozen

  • frullato con ghiaccio

  • più morbido

  • più estivo

Sono quasi due esperienze diverse.

Il Daiquiri è spesso considerato “semplice”. In realtà è un cocktail spietato:

  • non nasconde errori

  • non ha ingredienti che coprono gli squilibri

  • mostra immediatamente la tecnica

Ed è per questo che molti bartender lo considerano una prova di livello.

Shakerare bene un Daiquiri significa capire che il ghiaccio non è un dettaglio e che il movimento dello shaker cambia davvero il cocktail.

Con:

  • Rum bianco

  • lime fresco

  • zucchero

  • tecnica corretta

nasce un drink che sembra semplice ma vive di precisione assoluta.

Perché il Daiquiri perfetto non è quello più spettacolare.
È quello in cui tutto sembra improvvisamente al posto giusto.





martedì 26 novembre 2024

Mojito senza sciroppo di zucchero: la versione più fresca e naturale del classico cubano

 


Il Mojito è uno dei cocktail estivi più famosi al mondo, ma spesso viene preparato con troppo zucchero o con sciroppi che finiscono per coprire tutto:

  • la freschezza della menta

  • la tensione del lime

  • la leggerezza del rum

Prepararlo senza sciroppo di zucchero non solo è possibile, ma spesso porta a un risultato più pulito, naturale e vicino allo spirito originale del cocktail.

Il segreto è sostituire lo sciroppo con:

  • zucchero di canna
    oppure

  • la sola dolcezza naturale degli ingredienti

Così il Mojito resta:

  • fresco

  • erbaceo

  • agrumato

  • molto più equilibrato


Ingredienti per un Mojito senza sciroppo

Per 1 cocktail:

  • 50 ml di Rum bianco

  • 1 lime fresco

  • 6–8 foglie di Menta

  • 2 cucchiaini di zucchero di canna

  • acqua frizzante q.b.

  • ghiaccio tritato o cubetti

Se vuoi eliminarlo del tutto, puoi fare anche una versione completamente senza zucchero.


Preparazione passo dopo passo

1. Lime

Taglia il lime a spicchi e mettilo nel bicchiere.

2. Zucchero

Aggiungi lo zucchero di canna.

3. Pestatura leggera

Schiaccia delicatamente il lime per estrarre:

  • succo

  • oli essenziali della scorza

Non massacrare tutto: il Mojito non deve diventare amaro.

4. Menta

Aggiungi la Menta.

Non pestare violentemente la menta. Basta pressarla leggermente tra le mani o nel bicchiere per liberare gli aromi.

5. Rum e ghiaccio

Versa:

  • rum bianco

  • ghiaccio abbondante

6. Completa

Aggiungi acqua frizzante e mescola delicatamente.


Perché evitare lo sciroppo?

Lo sciroppo di zucchero ha un vantaggio tecnico:

  • si scioglie subito

Ma spesso rende il Mojito:

  • troppo dolce

  • piatto

  • artificiale

Lo zucchero di canna invece lascia:

  • maggiore freschezza

  • una leggera texture

  • un gusto più rustico e naturale

Nel Mojito la menta non va triturata.

Se la rompi troppo:

  • rilascia clorofilla

  • diventa amara

  • perde eleganza

La menta deve profumare il cocktail, non dominarlo.


Rum: quale scegliere?

Per un Mojito classico:

  • Rum bianco leggero e secco

Meglio evitare rum:

  • troppo speziati

  • troppo invecchiati

  • troppo dolci

Il Mojito vive di freschezza.


Ghiaccio tritato o cubetti?

Ghiaccio tritato

  • più tradizionale

  • raffredda velocemente

  • drink più leggero

Cubetti

  • meno diluizione

  • gusto più intenso

Entrambe le versioni funzionano.


Il Mojito si abbina bene a:

  • aperitivi estivi

  • cucina cubana

  • finger food leggeri

  • pesce

  • piatti speziati

La freschezza del lime e della menta pulisce molto bene il palato.

Puoi eliminare del tutto lo zucchero se:

  • il lime è maturo

  • usi un rum morbido

  • vuoi un cocktail molto secco

Il risultato sarà:

  • più agrumato

  • più tagliente

  • estremamente rinfrescante

Preparare un Mojito senza sciroppo di zucchero significa tornare a una versione più essenziale e fresca del cocktail.

Con:

  • Rum bianco

  • Lime

  • Menta

  • zucchero di canna minimo o assente

il drink diventa più pulito, più naturale e molto meno pesante.

Perché il vero Mojito non dovrebbe sapere di caramella.
Dovrebbe sapere d’estate, lime e menta fresca.




 
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