domenica 18 gennaio 2026

Barista, Barman, Bartender: Le Professioni del Bancone

 


Il mondo del bar è molto più complesso di quanto appaia a chi si siede al bancone o al tavolo per ordinare un drink. Dietro ogni cocktail, ogni caffè, ogni servizio impeccabile, c'è una rete di figure professionali specializzate, ciascuna con competenze, responsabilità e percorsi formativi diversi. In Italia, il termine "barista" è spesso usato in modo generico, ma nel gergo professionale indica una figura ben precisa, distinta da barman, bartender e altre specializzazioni.

Il barista è la figura che opera nel bar di caffetteria, i cosiddetti "coffee shops". La sua competenza principale è la preparazione dell'espresso e di tutti i suoi derivati (cappuccino, latte macchiato, marocchino, ecc.) utilizzando la macchina per caffè espresso [dalle informazioni fornite]. Ma non è solo un esecutore: il barista deve avere una profonda conoscenza del prodotto che maneggia.

Le competenze di un barista includono:

  • Conoscere e distinguere le differenti varietà di caffè, per esaltare al meglio le peculiarità delle singole origini o della miscela [dalle informazioni fornite]

  • Conoscere le differenti tecnologie e i differenti gradi di tostatura

  • Padroneggiare l'acqua da utilizzare per le preparazioni

  • Conoscere le differenti tipologie di preparazione: caffè filtro, caffè alla turca, moka italiana, espresso, french press, aeropress [dalle informazioni fornite]

Il barman è la figura associata alla preparazione di bevande alcoliche secondo tecniche tradizionali. È colui che lavora con misurini, dosando con precisione gli ingredienti, curando la ricercatezza della ricetta, la presentazione del cocktail, i profumi e il sapore, a scapito di una minor velocità [dalle informazioni fornite].

Questa figura professionale è tipica dei Grandi Hotel, dei cocktail bar e dei lounge bar, dove l'attenzione al dettaglio e la qualità del servizio sono prioritarie.

Il bartender è il barman in chiave americana. Utilizza tecniche specifiche dell'American Bartending, basate sul freepouring, un sistema di conteggio verbale che permette di misurare gli alcolici senza misurini, e su prese multiple delle bottiglie (2-3-4-5 alla volta) che velocizzano la costruzione del singolo cocktail [dalle informazioni fornite].

Inoltre, il bartender conosce tecniche di Speed Round che gli permettono di lavorare da solo servendo molte persone. È la figura che troviamo nelle discoteche, nei pub e nei grandi eventi dove l'affluenza richiede rapidità d'esecuzione [dalle informazioni fornite].

Il Japanese Bartender è una figura alternativa, quasi filosofica, che unisce la precisione giapponese alla tradizione occidentale. I barman giapponesi sono famosi per la loro meticolosità, la cura dei dettagli e la capacità di creare un'esperienza quasi teatrale intorno alla preparazione del cocktail.

In un bar di medio-alto livello, il personale è organizzato in una gerarchia precisa:

  • Capo Barman (o Bar Manager): ha la completa responsabilità del reparto. Deve essere dotato di ottime capacità di organizzazione e gestione, valutare la condotta dei dipendenti e, nelle grandi strutture, curare le pubbliche relazioni e la gestione della clientela [dalle informazioni fornite].

  • Primo Barman: cura l'area del banco bar e il rifornimento. I suoi principali interlocutori sono i clienti; deve quindi avere una buona cultura generale e conoscere almeno una lingua straniera [dalle informazioni fornite].

  • Secondo Barman: deve essere in grado di sostituire il primo barman, disponendo delle sue stesse competenze [dalle informazioni fornite].

  • Cameriere ai Tavoli: non è un semplice "porta bevande". Deve saper parlare almeno due lingue, avere una buona cultura generale, saper ascoltare i clienti, proporre e vendere i prodotti al tavolo [dalle informazioni fornite].

  • Barback: l'apprendista del bartender, che si occupa delle mansioni di supporto [dalle informazioni fornite].


Barchef e Molecular Mixologist: Il Futuro del Bancone

Sono i barman dell'ultima generazione. Sanno coniugare la creatività classica alla preparazione di cocktail insoliti, utilizzando tecniche moderne come spume, gelatine, capsule e sfere di bitter. Utilizzano attrezzi che fino a poco tempo fa erano appannaggio esclusivo delle cucine d'avanguardia: affumicatori, saldatori, blender [dalle informazioni fornite].


Le Figure Scomparse e quelle di Nicchia

  • Chef d'Hall: figura quasi scomparsa, un gradino inferiore al Capobarman, si occupava del servizio ai tavoli nei grandi saloni. Ora questo compito è svolto direttamente dal Capobarman o da un Secondo Barman [dalle informazioni fornite].

  • Demie Chef de Bar: qualifica quasi inesistente in Italia, ma presente in paesi come Germania e Svizzera. Si tratta di un giovane con qualche anno di esperienza, non ancora pronto per essere barman, che si occupa dell'apertura del bar al mattino [dalle informazioni fornite].

  • Flair Bartender: colui che utilizza tecniche del flair bartending, eseguendo acrobazie con bottiglie e shaker [dalle informazioni fornite].


In Italia, la formazione per queste professioni può avvenire attraverso diversi percorsi:

  • Istituti alberghieri (per il barman classico)

  • Corsi organizzati da Federazioni o Associazioni di categoria

  • Corsi organizzati da Regioni e Province

  • Corsi di American Bartending

  • Corsi di Japanese Bartending

[dalle informazioni fornite]

Il mondo del bar è quindi un universo di competenze specializzate, dove ogni figura ha un ruolo preciso e insostituibile, e dove la passione per il prodotto si unisce alla tecnica, alla velocità e all'arte del servizio.



sabato 17 gennaio 2026

Spritz: l'aperitivo italiano che ha conquistato il mondo

 


Lo spritz è molto più di un semplice cocktail: è un rito, un simbolo, un'icona del lifestyle italiano. Questo long drink aperitivo, popolare in tutto il Triveneto e ormai diffusissimo in Italia e all'estero, è diventato negli anni il protagonista indiscusso dell'ora dell'aperitivo. Dal 2011 è anche un cocktail ufficiale della IBA, con il nome di "spritz veneziano".

Lo spritz è un long drink a base di vino bianco frizzante (solitamente prosecco), un bitter e una spruzzata di acqua frizzante o seltz. La sua formula semplice e rinfrescante lo rende perfetto per un aperitivo in compagnia, specialmente nelle calde giornate estive.

La ricetta veneziana tradizionale prevede:

  • 1/3 di vino bianco frizzante

  • 1/3 di bitter

  • 1/3 di acqua frizzante

La ricetta ufficiale IBA (Spritz Veneziano):

  • 5 cl di prosecco

  • 4 cl di Aperol

  • q.b. di soda/seltz

Per prepararlo, si versa il vino in un bicchiere old-fashioned (o un calice da vino, come suggerisce la retroetichetta dell'Aperol) contenente ghiaccio, si aggiunge il bitter, poi l'acqua frizzante e si guarnisce con mezza fetta d'arancia.

Le origini dello spritz sono avvolte nel mistero, ma la storia più accreditata lo lega all'occupazione austriaca del Veneto. Si racconta che i soldati dell'Impero austriaco, abituati a birre meno alcoliche, trovassero i vini veneti troppo forti e decidessero di allungarli con seltz o acqua frizzante. Da qui il nome, che deriverebbe dal verbo tedesco austriaco spritzen, che significa "spruzzare", il gesto appunto di allungare il vino con l'acqua.

Questa usanza si è conservata inalterata a Trieste (città asburgica fino al 1918) e in molte località del Nord-est, dove ancora oggi gli anziani chiamano "vin sprizato" il vino allungato con l'acqua.

Lo spritz come cocktail vero e proprio nasce presumibilmente tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, tra Padova e Venezia, quando si pensò di unire a questa tradizione l'Aperol (presentato alla Fiera di Padova nel 1919) o il Select (prodotto dai fratelli veneziani Pilla). Diventato popolarissimo a Venezia e Padova a partire dagli anni Settanta, lo spritz ha poi conquistato l'intero Veneto, per diffondersi poi nel resto del Centro-Nord.

Il bitter è l'ingrediente che caratterizza lo spritz, e la sua scelta determina il gusto e il colore del cocktail.

  • Aperol – il più famoso e diffuso in Italia e nel mondo. Di colore arancione brillante, è più dolce e meno amaro del Campari, ed è utilizzato nella ricetta ufficiale IBA dello "spritz veneziano".

  • Campari – più amaro e intenso, di colore rosso rubino, dà origine a uno spritz più secco e deciso.

  • Select – il bitter veneziano per eccellenza, utilizzato per il "Select Spritz". Di colore rosso rubino, è considerato da molti il vero bitter della tradizione veneziana.

  • Cynar – amaro a base di carciofo, per uno spritz più amarognolo e complesso.

  • China Martini – o altri amari simili, per varianti più particolari.

Per chi vuole provare la variante veneziana, le proporzioni sono:

  • 7 cl di Select

  • 7 cl di prosecco

  • una spruzzata di soda

  • ghiaccio e una grande oliva verde in guarnizione

Lo spritz si prepara nel bicchiere, senza shakerare, versando prima il bitter, poi il prosecco e infine la soda.

La notorietà dello spritz a livello nazionale è esplosa nel 2008, quando l'Aperol ha lanciato un'intensa campagna pubblicitaria inneggiante al consumo del cocktail. Da lì, la bevanda si è diffusa in Lombardia, Emilia-Romagna, e in tutto il Centro-Sud, diventando un fenomeno di costume, il simbolo dell'aperitivo italiano esportato in tutto il mondo.

Oggi lo spritz è servito in ogni angolo del globo, da New York a Londra, da Tokyo a Sydney, ed è ormai diventato un'icona del "made in Italy" insieme a pizza, pasta e caffè.


Curiosità

  • La ricetta ufficiale IBA è con Aperol, ma i veneziani conoscono anche la versione con Select, considerata la più autentica.

  • In Alto Adige e a Trieste, con "spritz" ci si riferisce ancora alla maniera originale: vino bianco e acqua frizzante. La versione con il bitter viene chiamata "veneziano".

  • Il Pirlo, il cocktail tipico bresciano, è una variante dello spritz che utilizza vino bianco fermo (invece del frizzante).

  • Il cocktail ha ispirato anche la creazione dello Spritz al Limone con limoncello e prosecco, e lo Spritz al Melograno con succo di melograno fresco.

Spritz fatto in casa

Preparare uno spritz a casa è semplice:

  1. Riempire un bicchiere con ghiaccio

  2. Versare il bitter (Aperol, Campari o Select) e il prosecco

  3. Aggiungere un goccio di soda

  4. Mescolare delicatamente

  5. Guarnire con una fetta d'arancia (per l'Aperol Spritz) o un'oliva (per il Select Spritz)

Si consiglia di servire in un calice ampio, per esaltare il perlage e gli aromi.


 
Wordpress Theme by wpthemescreator .
Converted To Blogger Template by Anshul .