martedì 25 febbraio 2025

Monkey Gland: Il Cocktail che Deve il Suo Nome a un Pazzo Chirurgo

 


Il Monkey Gland è un cocktail che, ancor prima di essere assaggiato, colpisce per il suo nome bizzarro. "Ghiandola di scimmia" in inglese. Un nome che, se non si conosce la storia, suona come uno scherzo o una provocazione. E invece, dietro quel nome c'è una storia vera, fatta di pseudoscienza, miliardari, e un barman geniale che decise di prendersi gioco dell'ossessione umana per la giovinezza eterna.

Siamo negli Anni Venti del Novecento, a Parigi. La città è il centro culturale del mondo, ma anche un crogiolo di mode eccentriche. Tra i locali più famosi c'è l’Harry's New York Bar, un locale americano nel cuore della capitale francese, gestito dal barman scozzese Harry MacElhone. MacElhone è una leggenda della miscelazione: si dice che abbia inventato anche il Bloody Mary, il French 75, e il Sidecar. È proprio lui, in un gesto di ironia tipica dell'epoca, a creare un cocktail dal nome folle: il Monkey Gland.

Ma attenzione: la paternità del drink è contesa. Nel 1923, un articolo del Washington Post attribuiva il drink a Frank Meier, il barman del Ritz di Parigi. Un'altra versione racconta che il drink sarebbe nato alle corse di cavalli, per scommessa, grazie alla combinazione di un miliardario ubriaco e l'assenzio. Tuttavia, la storia più accreditata e documentata è quella che lega il nome a MacElhone e a un personaggio ancora più strano: lo scienziato russo Serge Voronoff.

All'inizio del Novecento, il dottor Serge Voronoff era un chirurgo di fama internazionale. Aveva una teoria folle e affascinante: secondo lui, la chiave per la longevità e la virilità era nascosta nelle ghiandole sessuali. Per provare la sua teoria, Voronoff iniziò a trapiantare tessuti di testicoli di scimmia su pazienti umani, spesso miliardari e aristocratici in cerca di un rimedio contro l'invecchiamento. Sì, avete capito bene.

Nonostante l'assurdità della procedura, Voronoff godette di enorme fama e fortuna per tutti gli Anni Venti. I suoi "miracoli" erano sulla bocca di tutti, anche nei salotti parigini frequentati da MacElhone. Il barman, con il suo solito gusto per il sarcasmo, decise di omaggiare (o forse prendere in giro) lo scienziato creando un cocktail dal colore rosa brillante e dal gusto complesso, battezzandolo appunto Monkey Gland.

Solo negli anni Quaranta la scienza dimostrò che gli innesti di Voronoff erano completamente inutili, e il chirurgo cadde in disgrazia. Ma il nome del cocktail, ormai, era entrato nella storia.

Oltre al nome, il Monkey Gland è un cocktail tecnicamente interessante, un precursore di molti drink bilanciati e strutturati. La sua ricetta, nel tempo, è stata quasi dimenticata, ma sta vivendo una nuova giovinezza grazie alla riscoperta dei cocktail classici.


Ingredienti :

  • 45 ml di Gin (meglio un London Dry)

  • 45 ml di Succo d'Arancia fresco

  • 1 cucchiaino di Granatina

  • 1 dash di Assenzio (o Pernod, per un tocco di liquirizia)


Preparazione:

  1. Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio.

  2. Agitare vigorosamente per raffreddare il composto.

  3. Filtrare in una coppetta da cocktail ghiacciata.

  4. Guarnire con una scorza d'arancia.

Il risultato è un drink dolce e fruttato, ma allo stesso tempo erbaceo e complesso, grazie alle note di anice dell'assenzio che si sposano perfettamente con l'acidità dell'arancia e la dolcezza della granatina. È il cocktail perfetto per chi cerca un'esperienza di gusto anticonformista e ricca di storia.


Il Monkey Gland è un monumento alla follia umana. È una testimonianza di come la moda e la pseudoscienza potessero influenzare la vita sociale e culturale di un'epoca. Oggi, bere un Monkey Gland è un po' come fare un tuffo in quel passato, un brindisi ironico a tutte le stranezze del Novecento. Perché, in fondo, anche un nome orribile come "ghiandola di scimmia" può nascondere un grande cocktail.


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