lunedì 10 febbraio 2025

The Last Word: l'equilibrio perfetto tra erbe, agrumi e mistero

 


Riesci a pensare a un cocktail che sia allo stesso tempo un classico intramontabile e un segno di riconoscimento tra i veri intenditori? Il Last Word è esattamente questo: una combinazione sorprendente di ingredienti potenti che, mescolati nelle giuste proporzioni, creano una sinfonia di sapori che è molto più della somma delle sue parti. Questo cocktail, che dovresti assolutamente conoscere, è tornato alla ribalta con prepotenza e oggi è pronto a conquistare anche il tuo palato.

La storia del Last Word inizia nel 1916, nei locali del Detroit Athletic Club, dove faceva la sua comparsa nel menu al costo di 35 centesimi, diventando il cocktail più costoso del club . Fu un famoso comico dell'epoca, Frank Fogarty, a portare la ricetta a New York, contribuendo alla sua notorietà .

Dopo gli anni del proibizionismo, il Last Word cadde in un lungo oblio. È stato riscoperto nel 2003 da Murray Stenson, bartender del Zig Zag Café di Seattle, che ne trovò la ricetta in un libro di cocktail del 1951 . Con umiltà, Stenson disse: "Sono diventato famoso con il drink di qualcun altro. Questo è tutto" . Da lì, la sua popolarità è esplosa a livello globale, al punto da essere riconosciuto come cocktail ufficiale IBA .

La magia del Last Word sta nella sua ricetta in parti uguali. La sua complessità aromatica deriva dall'unione di quattro ingredienti che si bilanciano alla perfezione.


Ingredienti (IBA):

  • 22.5 ml (3/4 oz) di Gin (preferibilmente London Dry) 

  • 22.5 ml (3/4 oz) di Chartreuse Verde

  • 22.5 ml (3/4 oz) di Liquore Maraschino

  • 22.5 ml (3/4 oz) di Succo di Lime fresco 


Preparazione:
Versa tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio e agita vigorosamente. Filtra il composto in una coppetta da cocktail ghiacciata e servilo senza ghiaccio . La guarnizione classica prevede una ciliegia al maraschino o una scorza di lime .


I segreti degli ingredienti

  • Green Chartreuse: un liquore erbaceo francese a base di 130 erbe e spezie, prodotto dai monaci certosini dal 1605. Ha un grado alcolico del 55% e dona al cocktail il suo colore verde brillante e la sua inconfondibile complessità .

  • Maraschino: un liquore italiano ottenuto dalla distillazione delle ciliegie Marasca, con note secche di ciliegia e mandorla .

  • Gin: la scelta di un London Dry Gin è fondamentale per reggere il confronto con gli altri ingredienti potenti .


Se sei un appassionato o vuoi semplicemente esplorare, il Last Word ha ispirato infinite variazioni. Puoi facilmente adattarlo ai tuoi gusti:

  • Final Ward: sostituisci il gin con whiskey di segale e il lime con il limone .

  • Last of the Oaxacans: usa il mezcal al posto del gin per una versione affumicata .

  • Paper Plane: un'icona moderna che unisce bourbon, Aperol e Amaro Nonino .

  • Naked and Famous: un mix di mezcal, Aperol e Chartreuse gialla .


Con il suo profilo ricco, aromatico e al tempo stesso fresco e agrumato, il Last Word è la scelta perfetta per un after dinner, ma si presta benissimo anche come aperitivo per stuzzicare l'appetito. È un drink che appaga il palato e invita alla conversazione.

Un consiglio per i puristi: la ricetta è un equilibrio delicato di sapori intensi. Al posto della ciliegia, puoi guarnire con una scorza di lime, che aggiunge un tocco aromatico e bilancia perfettamente la dolcezza del maraschino . Se vuoi assecondare il consiglio di un bartender, usa un gin London Dry di qualità, e divertiti a scoprire come cambia l'aroma con un Mezcal o un Rye.


domenica 9 febbraio 2025

Chartreuse, il liquore segreto che vive da quattro secoli tra le Alpi francesi


Nel cuore delle Prealpi francesi, tra le mura di un monastero che esiste da quasi mille anni, si custodisce un segreto liquido e verde che ha attraversato i secoli: la Chartreuse. Questo liquore, prodotto dai monaci certosini secondo una formula antichissima, è sopravvissuto a rivoluzioni, guerre ed esili, affermandosi come uno dei liquori più leggendari e misteriosi al mondo .

La storia di questo liquore inizia nel lontano 1605, quando i monaci certosini del monastero di Vauvert a Parigi ricevettero in dono dal maresciallo François Annibal d'Estrées un prezioso manoscritto . Questo documento, un labirinto alchemico di simboli segreti e codici criptici, conteneva la formula di un “Elisir di lunga vita” a base di 130 erbe, fiori e spezie .

La complessità della ricetta era tale che ci vollero oltre cento anni di studi per decifrare il manoscritto e iniziare la produzione. Fu solo nel 1737 che i monaci, guidati dalla passione del frate Jerome Maubec, riuscirono a realizzare il liquore seguendo le indicazioni del manoscritto, dando vita al primo prodotto della gamma: l’Elixir Vegetal de la Grande Chartreuse .

Dal lavoro certosino sui segreti del manoscritto nacquero nel tempo due versioni diverse del liquore :

  • La Chartreuse Verde, elaborata nel 1764, ha un gusto secco, vegetale e amaro, con una gradazione alcolica del 55% .

  • La Chartreuse Gialla, commercializzata per la prima volta nel 1838, ha un gusto più dolce e speziato, con forti sentori di zafferano e una gradazione alcolica del 40% .

Entrambe condividono la stessa base di 130 erbe e spezie, ma le proporzioni e i processi di lavorazione sono nettamente diversi . La clorofilla conferisce alla versione verde il suo colore, mentre lo zafferano tinge di giallo la versione più dolce .

L’unicità della Chartreuse non risiede solo nella sua antica origine, ma nel suo segreto produttivo, che è forse il più gelosamente custodito al mondo . La ricetta completa è nota nella sua interezza a sole 2-3 persone dell’ordine . La maggior parte delle botaniche utilizzate proviene dalle Alpi francesi e italiane, e solo i monaci del monastero possono realizzare la complessa fase di trattamento delle erbe . Ogni passaggio è supervisionato da pochi monaci eletti, che operano in un silenzio che è anche il nome del loro ordine: certosino.

Oltre quattro secoli di storia hanno messo alla prova la Chartreuse in più occasioni. Durante la Rivoluzione francese, i monaci, volendo conservare la ricetta, la affidarono a un farmacista di Grenoble, che la restituì loro solo alla sua morte nel 1816 .

Nel 1903, i certosini vennero espulsi dalla Francia, e la produzione della Chartreuse fu spostata a Tarragona, in Spagna, dove rimase fino al 1929 . Solo allora il liquore tornò in patria, per essere prodotto dapprima a Fourvoirie e, dopo una frana che distrusse la distilleria nel 1935, nell’odierna fabbrica di Voiron . Oggi la Chartreuse è prodotta esclusivamente a Voiron, dove si trova la più lunga cantina d’invecchiamento per liquori al mondo, con i suoi 164 metri di sviluppo orizzontale .

Negli ultimi anni, la Chartreuse ha conosciuto una nuova giovinezza, diventando un ingrediente di culto nei cocktail bar di tutto il mondo . Il suo sapore inconfondibile, erbaceo e pungente, la rende un componente fondamentale di cocktail come il Last Word, il Chartreuse Swizzle e il Bijou . La sua rarità, causata da una decisione dei monaci di ridurre la produzione per dedicarsi alla preghiera, ne ha ulteriormente accresciuto il fascino e la domanda .

Oggi, la Chartreuse è più viva che mai. 400 anni di storia, una ricetta segreta, una produzione artigianale e il suo gusto inimitabile la rendono un liquore leggendario, fedele a se stesso e al mistero che lo avvolge dall’inizio .




sabato 8 febbraio 2025

Long Island Analcolico: il mito del cocktail senza alcol

 

Il Long Island Iced Tea, nella sua versione alcolica, è una delle pietre miliari nella storia dei cocktail del Novecento. Nella sua versione analcolica che ti presentiamo, costituisce un'ottima alternativa come fresco aperitivo da gustarsi in compagnia degli amici durante le sere d'estate. Dal gusto ricco ma delicato, è una bevanda facilissima da preparare in pochissimo tempo.

Il Long Island Iced Tea è uno dei cocktail più famosi e controversi del mondo. Nato negli anni '70, probabilmente a Long Island, New York, questo drink ha conquistato il mondo per la sua potenza alcolica mascherata dal sapore fresco e agrumato. La leggenda narra che fu inventato da Robert "Rosebud" Butt, un bartender che durante un concorso creò una miscela di cinque alcolici diversi, cercando di mascherare il loro gusto con il succo di limone e la cola.

Oggi il Long Island è un'icona della miscelazione, simbolo di una certa cultura del bere che celebra l'abbondanza e la convivialità. La sua versione analcolica rappresenta un modo per rendere questo classico accessibile a tutti, mantenendo intatto il suo spirito giocoso e rinfrescante.

Il Long Island Analcolico si inserisce perfettamente nella cultura italiana dell'aperitivo, un rito sociale che accompagna le serate estive in tutto il paese. La sua versatilità lo rende adatto a ogni occasione: un aperitivo in terrazza, un cocktail party, una cena tra amici.

L'Italia ha saputo fare propria questa tradizione americana, reinterpretandola con ingredienti di qualità e un'attenzione particolare alla freschezza. Il Long Island Analcolico è diventato così un simbolo di come la cultura italiana sappia accogliere e trasformare le influenze esterne, creando qualcosa di nuovo e autentico.

La semplicità degli ingredienti di questo mocktail racconta un rapporto autentico tra l'uomo e la natura. La pesca, l'ananas, il limone: frutti che crescono rigogliosi sotto il sole italiano, che vengono raccolti e trasformati con cura per regalare un momento di piacere.

Preparare un Long Island Analcolico è un gesto che celebra la generosità della terra, un modo per portare in tavola i sapori autentici della natura. Ogni sorso racconta di campi assolati, di alberi carichi di frutta, di mani che raccolgono e trasformano con passione.


La ricetta

Ingredienti (per 2 persone) :

  • 100 ml di Dolce di Natura Pesca

  • 60 ml di Dolce di Natura Ananas

  • 40 ml di Ginger ale

  • Acqua tonica q.b.

  • 6 cubetti di ghiaccio

  • 1 pesca (per guarnire)

  • Scorza di limone q.b.


Preparazione :

  1. Prendi due bicchieri tumbler bassi, riempili di ghiaccio e agitali in senso circolare in modo che il ghiaccio rinfreschi le pareti dei bicchieri.

  2. Aggiungi in parti uguali il succo di pesca e quello di ananas e mescola delicatamente.

  3. Versa l'acqua tonica secondo le tue preferenze e 20 ml di ginger ale in ciascun bicchiere.

  4. Aggiungi una grattugiata di scorza di limone e guarnisci il bicchiere con uno spicchio di pesca.

  5. Se gradisci che i tuoi mocktail risultino un po' più freschi, aggiungi qualche cubetto di ghiaccio.


Il Long Island Analcolico è un cocktail estremamente versatile. Si accompagna benissimo a tanta frutta diversa e potrete decidere di aggiungere al bicchiere quella che preferite. È perfetto come aperitivo, ma si presta anche a momenti di relax o a feste e buffet. I vostri ospiti lo adoreranno, perché estremamente dissetante ed estremamente versatile.

Servitelo fresco, in bicchieri alti con ghiaccio, e guarnitelo con uno spicchio di pesca e una grattugiata di scorza di limone. Il risultato sarà un drink dal colore dorato e luminoso, che catturerà lo sguardo e conquisterà il palato.



venerdì 7 febbraio 2025

Mango a Due: il cocktail esotico che conquista al primo sorso

 


Il mango è uno dei frutti più affascinanti e misteriosi del regno tropicale. La sua polpa densa, vellutata e dolcissima è un concentrato di gusto, ma proprio questa sua corposità lo rende spesso difficile da utilizzare nella miscelazione. Come si fa a far convivere la cremosità del mango con la leggerezza di un cocktail? La risposta è semplice: con il succo Santàl Plus Pesca Mango, che unisce la dolcezza della pesca all'intensità esotica del mango in un perfetto equilibrio liquido, pronto per essere trasformato in un drink indimenticabile . È da questa intuizione che nasce il Mango a Due, un cocktail pensato per i momenti speciali, per le serate al chiaro di luna, per i brindisi che meritano di essere ricordati.

Il nome "Mango a Due" non è casuale. È un cocktail pensato per essere condiviso, per un brindisi a due. La sua ricetta semplice ma ricercata, con l'aggiunta del cardamomo che dona un tocco speziato e avvolgente, lo rende il compagno ideale per una serata romantica sulla spiaggia o per un anniversario importante . La preparazione in frullatore e il successivo riposo in frigo lo rendono un drink perfetto da preparare in anticipo, per godersi il momento senza pensieri.


La Ricetta: Semplicità e Eleganza

Ingredienti (per 4 persone)

  • 500 ml di Santàl Plus Pesca Mango Mix

  • 4 cucchiai di Zucchero

  • 1 cucchiaino di Cardamomo in polvere

  • 30 cl di Acqua fredda

  • Foglie di menta (per guarnire)


Preparazione

  1. Frullare: Versare tutti gli ingredienti nel frullatore.

  2. Mixare: Frullare per qualche secondo fino a ottenere un composto liquido e omogeneo.

  3. Riposo: Versare il cocktail in una caraffa e riporre in frigorifero per un paio d'ore, in modo che i sapori si amalgamino e il drink si raffreddi perfettamente.

  4. Servire: Servire in bicchieri ampi, decorati con foglie di menta fresca.


Per rendere il tuo Mango a Due ancora più speciale, ecco alcuni suggerimenti:

  • Decorazione: Decora i calici con uno spiedino di frutta esotica come mango e ananas, da appoggiare di lato o inserire all'interno del bicchiere [dalle informazioni fornite].

  • Atmosfera: Per una serata suggestiva, allestisci l'ambiente con cura: candele, musica soft e un tramonto sullo sfondo faranno da cornice perfetta [dalle informazioni fornite].

  • Aperitivi: Il Mango a Due si abbina perfettamente a aperitivi a base di pesce come crostacei e gamberetti, oppure con crudités di verdure e sushi [dalle informazioni fornite].

  • Varianti: Per una versione analcolica, è già perfetto così. Per una versione alcolica, aggiungi un goccio di rum bianco o di vodka prima di servire.



giovedì 6 febbraio 2025

Harvey Wallbanger: il cocktail vintage che ha conquistato l'America

 

C'è un cocktail che sa di anni Settanta, di tramonti californiani e di misteriose leggende da bar. È l'Harvey Wallbanger, un drink che ha fatto la storia della miscelazione americana e che ancora oggi, a distanza di decenni, continua a essere un simbolo di eleganza spensierata. Con la sua iconica stratificazione di vodka, succo d'arancia e liquore alle erbe, questo cocktail è un viaggio nel tempo, un omaggio a un'epoca in cui i drink si raccontavano e si bevevano con stile.

Le origini dell'Harvey Wallbanger sono avvolte nel mistero e in una leggenda che sa di marketing geniale. La versione più raccontata è quella di un surfista californiano di nome Harvey, che dopo aver bevuto un Screwdriver (vodka e succo d'arancia) con l'aggiunta di liquore, si sarebbe scontrato ripetutamente contro i muri del locale (da qui "Wallbanger", colui che colpisce i muri) per la troppa forza del drink .

In realtà, la storia più accreditata è che il cocktail sia stato inventato negli anni Cinquanta dal bartender Donato "Duke" Antone a Hollywood, ma la sua popolarità esplose solo negli anni Settanta grazie a una brillante campagna pubblicitaria del liquore Galliano . Fu George Bednar, un rappresentante di vendite, a rendersi conto che il nome "Harvey Wallbanger" era talmente accattivante da poter vendere il prodotto da solo, contribuendo a farne un'icona della cultura pop .

La ricetta originale prevedeva 45 ml di vodka, 15 ml di Galliano (un liquore dorato al profumo di vaniglia e spezie) e succo d'arancia, servito in un bicchiere highball . Il successo fu tale che la celebre guida Mr. Boston pubblicò la ricetta, diffondendola in tutto il mondo .

La particolarità dell'Harvey Wallbanger è il suo gioco di contrasti: la freschezza agrumata del succo d'arancia si sposa con il calore speziato del Galliano, che viene versato per ultimo. Il liquore, più denso e pesante, affonda lentamente nel succo creando una stratificazione visiva che è diventata il tratto distintivo del drink .


La ricetta: un classico senza tempo

Ingredienti (per 2 persone)

  • 90 ml di Vodka

  • 180 ml di Succo d'Arancia Rossa (o succo d'arancia)

  • 30 ml di Liquore alle erbe (Galliano o similare)

  • 6 cubetti di ghiaccio

  • 1 fetta di arancia (per guarnire)

  • 1 Ciliegia al maraschino (per guarnire)


Preparazione

  1. Preparazione: Riempi due bicchieri highball o tumbler con i cubetti di ghiaccio, quasi fino all'orlo.

  2. Base alcolica: Versa 45 ml di vodka in ogni bicchiere.

  3. Succo: Aggiungi 90 ml di succo d'arancia rossa in ogni bicchiere.

  4. Mescola: Usa un cucchiaino per mescolare delicatamente la vodka con il succo.

  5. Il tocco finale: Versa 15 ml di liquore alle erbe in ogni bicchiere, facendolo colare lentamente lungo il dorso del cucchiaio o sul bordo del bicchiere, per creare l'effetto a strati. Non mescolare.

  6. Guarnizione: Decora con una fetta d'arancia e una ciliegia al maraschino.


L'Harvey Wallbanger è il cocktail ideale per un aperitivo elegante, una serata vintage o per concedersi un momento di relax. Il suo equilibrio tra freschezza e calore aromatico lo rende perfetto per accompagnare stuzzichini salati o per essere sorseggiato lentamente in una serata tra amici .


Consigli da barman

  • Bicchiere highball: usate un bicchiere alto, per esaltare l'effetto visivo della stratificazione .

  • Ghiaccio a cubetti: preferitelo a quello tritato per non annacquare il drink .

  • Bicchieri ghiacciati: mettete i bicchieri in freezer pochi minuti prima di preparare il cocktail .

  • Per bilanciare la dolcezza: se il drink risulta troppo dolce, aggiungete un cucchiaio di succo di limone fresco .

  • Rispettate l'ordine: il liquore va versato per ultimo per evitare di coprire il sapore .

  • Varianti alcoliche: provate con tequila, rum chiaro o gin al posto della vodka per una versione diversa .




mercoledì 5 febbraio 2025

Cool Passion: il Mocktail Esotico che Porta l'Estate nel Bicchiere

 


Per tutti gli amanti dei cocktail analcolici, il Cool Passion rappresenta una squisita alternativa ai classici drink estivi. Questo mocktail alla frutta è una vera esplosione di freschezza e colore: squisito, invitante e dall'aspetto che conquista al primo sguardo. Sorprendentemente versatile, grazie all'acidula dolcezza del frutto della passione, si presta a numerose varianti ed è perfetto per aperitivi, feste o cene in compagnia.

"Cool Passion" non è solo un nome accattivante: racconta l'essenza stessa di questo drink. "Cool" per la sua freschezza e la sua capacità di dissetare nelle calde giornate estive; "Passion" per il frutto che ne è protagonista indiscusso, la maracujà, che con la sua acidità dolce e il suo profumo esotico rende il cocktail un'esperienza sensoriale unica. Un nome che evoca il comfort e il relax di un momento di pausa, perfetto per staccare la spina dalla routine.

La preparazione del Cool Passion è semplice e veloce, adatta anche a chi non è un esperto di mixology. Con pochi ingredienti e gesti essenziali, si ottiene un risultato di grande effetto, capace di stupire gli ospiti.


Ingredienti (per 2 persone)

  • 80 ml di Dolce di Natura Arancia 1000ml

  • 60 ml di Dolce di Natura Ananas 1000ml

  • 1 Maracujà (frutto della passione)

  • 1 Limone

  • 2 Ciliegie (per guarnire)

  • 6 Cubetti di ghiaccio

  • Zucchero a velo (q.b.)


Preparazione

  1. Preparazione del limone: Spremi il succo del limone fresco e mettilo da parte.

  2. Base del drink: In un tumbler medio, versa il ghiaccio frantumato.

  3. Gli ingredienti: Aggiungi i succhi di arancia, ananas e il succo di limone. Taglia a metà la maracujà, estrai la polpa con un cucchiaio e aggiungila nel bicchiere.

  4. Mescola: Mescola delicatamente per amalgamare tutti gli ingredienti, senza rompere troppo il ghiaccio.

  5. Guarnizione: Completa con una spolverata di zucchero a velo e decora con le ciliegie e un guscio di maracujà per un tocco esotico.


Consigli e Varianti per un Drink su Misura

  • Dolcezza: Regola la quantità di zucchero a velo a piacere per bilanciare l'acidità del maracujà e del limone.

  • Ghiaccio: Utilizza cubetti di ghiaccio grandi per un drink più "croccante" e una minore diluizione.

  • Versione congelata: Per una variante più fresca, frulla tutti gli ingredienti con ghiaccio per ottenere un frullato o una granita.

  • Servizio in caraffa: Per un evento o una cena in compagnia, prepara il cocktail in una caraffa, moltiplicando le dosi. Aggiungi la polpa di maracujà solo al momento di servire per preservarne la freschezza.

  • Versione alcolica: Se desideri una versione alcolica, aggiungi un goccio di vodka, rum bianco o gin per un tocco in più.




martedì 4 febbraio 2025

Caffè Quadri: Il Caffè Letterario che Veglia su Piazza San Marco dal 1775



A Venezia, dove ogni angolo racconta una storia, c'è un locale che da oltre due secoli e mezzo è testimone silenzioso del passare dei secoli, delle mode e dei personaggi che hanno fatto la storia. Il Gran Caffè Quadri non è solo un bar, è un pezzo di Venezia viva, un salotto letterario affacciato sulla piazza più bella del mondo .

La storia del Quadri inizia nel 1775, quando il mercante veneziano Giorgio Quadri, di ritorno da una lunga permanenza a Corfù, all'epoca territorio della Repubblica di Venezia, decise di aprire un locale insieme alla moglie greca Naxina . La loro intuizione fu quella di puntare tutto su una bevanda che stava conquistando l'Europa: il caffè, allora chiamato "acqua negra bollente" .

Il locale aprì sotto i portici delle Procuratie Vecchie, rilevando una vecchia rivendita di vino già rinomata in città . All'epoca, Piazza San Marco contava già ben 24 botteghe del caffè su un totale cittadino di oltre 200, ma il Quadri seppe ritagliarsi un posto d'onore tra l'aristocrazia veneziana . La caffetteria non era solo il "primo" locale del fondatore, perché nella stessa piazza c'era già il più celebre Caffè Florian, ma seppe distinguersi per la sua atmosfera .

Il locale subì una prima importante ristrutturazione nel 1830, sotto la gestione dei fratelli Vaerini, che ampliarono gli spazi e aggiunsero il piano superiore, adibito a ristorante e che oggi è l'unico presente in Piazza San Marco . Il piano terreno venne decorato con stucchi in tinte pastello, con prevalenza di verde e giallo, e con scene di vita veneziana del pittore Giuseppe Ponga, ispirate allo stile di Pietro Longhi .

Il grande salto di qualità, però, è avvenuto nel 2011, quando il Caffè Quadri è passato sotto la gestione della famiglia padovana Alajmo, che ha riportato il locale ai massimi livelli . Nel 2018, un restauro firmato dal designer Philippe Starck e dall'architetto Marino Folin ha ridato vita agli spazi, lavorando con artigiani veneziani e recuperando l'antica bellezza del luogo . Come disse lo stesso Starck: "Dormiva, questo luogo, rintanato su se stesso, nascosto, e noi lo abbiamo risvegliato" .

Il Caffè Quadri è stato il rifugio di alcuni dei più grandi nomi della cultura mondiale . Durante i loro soggiorni a Venezia, furono clienti regolari del locale:

  • Stendhal, che trovò ispirazione tra le sue mura.

  • George Byron, il poeta ribelle che amava la laguna.

  • Alexandre Dumas padre, che cercava atmosfere da romanzo.

  • Richard Wagner, che qui trovò la serenità per le sue composizioni.

  • Marcel Proust, che osservava la vita veneziana.

In epoca contemporanea, il Quadri ha accolto Michail Gorbačëv, François Mitterrand e Woody Allen, confermandosi come un palcoscenico dove la storia e il jet-set si incontrano .

Oggi il Gran Caffè Quadri è un luogo "inclusivo", come lo definisce Giovanni Alajmo, che offre tre diverse esperienze in uno stesso spazio :

  1. Il Gran Caffè Quadri: al piano terra, con il celebre plateatico in Piazza San Marco, per gustare un caffè, un cocktail o un cicchetto .

  2. Il Bistrot Quadrino: un ambiente più raccolto per un pasto veloce ma di qualità .

  3. Il Ristorante Quadri: al piano superiore, con una stella Michelin, dove lo chef Massimiliano Alajmo reinterpreta la tradizione veneziana .

Nel 2025, il Caffè Quadri ha festeggiato 250 anni di vita. Per l'occasione, è stata creata una miscela speciale di caffè e un menù dedicato che esalta la versatilità di questa bevanda, con cocktail, cicchetti e piatti che raccontano la storia del locale .

Per il momento più magico, Raffaele Alajmo consiglia di fermarsi in piazza San Marco fino a tarda notte, quando la piazza si svuota e si può ascoltare il silenzio rotto solo dal vento e dalle onde che si infrangono sul molo .


 
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