sabato 22 marzo 2025

IL COCKTAIL PIÙ MACABRO DEL MONDO: IL SOURTOE, IL DRINK CON UN DITO UMANO NEL BICCHIERE

 


Dimenticate Martini, Negroni e Margarita. A Dawson City, nello Yukon canadese, esiste un cocktail nel quale la guarnizione non è una scorza d'arancia, una ciliegina o un'oliva. È un vero dito umano, essiccato e conservato, che finisce dentro il bicchiere. E la cosa più sorprendente è che non si tratta di una leggenda metropolitana: il Sourtoe Cocktail viene ancora servito al Sourdough Saloon, dove dal 1973 migliaia di persone hanno accettato di sottoporsi al rituale.

La storia ufficiale del Sourtoe affonda le proprie radici negli anni Venti. Secondo la leggenda locale, due fratelli coinvolti nel contrabbando di rum, Louie e Otto Linken, si trovarono nel mezzo di una tormenta durante uno dei loro viaggi. Louie avrebbe riportato un grave congelamento all'alluce dopo essere finito nell'acqua gelida. Per evitare la cancrena, il fratello Otto avrebbe amputato il dito utilizzando un'ascia da taglialegna, con il rum come anestetico. Il dito venne quindi conservato in un recipiente pieno di alcol.

Qui, però, la storia documentata e la leggenda cominciano a separarsi. Non è corretto raccontare semplicemente che quel dito rimase nel barattolo per cinquant'anni e poi divenne il cocktail. La tradizione del Sourtoe Cocktail nasce infatti nel 1973, quando il capitano Dick Stevenson trovò un dito umano essiccato in una vecchia capanna e decise di trasformarlo in una singolare prova di coraggio per i frequentatori del locale. Da quel momento il dito divenne il centro di un vero e proprio rito.

Il principio è elementare e disgustoso allo stesso tempo. Si ordina un bicchiere di liquore, tradizionalmente Yukon Jack, anche se nel tempo sono state utilizzate diverse bevande ad alta gradazione. Il Toe Captain prende quindi un autentico dito umano disidratato e lo lascia cadere nel bicchiere. Il cliente deve bere il proprio shot facendo attenzione a una sola regola: le labbra devono toccare il dito. Non bisogna necessariamente inghiottirlo, masticarlo o succhiarlo. Anzi, inghiottirlo significa infrangere la regola fondamentale.

La formula del rituale è diventata quasi proverbiale: si può bere velocemente oppure lentamente, ma le labbra devono toccare il dito. Una volta completata la prova, il partecipante entra nel Sourtoe Cocktail Club e riceve un certificato che testimonia la propria partecipazione. Il turismo di Dawson City ha trasformato questa stranezza in una delle attrazioni più riconoscibili della città, al punto che il club dichiara oggi oltre 100.000 membri provenienti da tutto il mondo.

E naturalmente qualcuno, prima o poi, doveva fare esattamente ciò che non doveva fare.

Nel 2013 un cliente inghiottì deliberatamente il dito. All'epoca la multa era di 500 dollari canadesi; dopo quell'episodio la penalità è stata portata a 2.500 dollari. Non è nemmeno l'unico episodio assurdo nella storia della tradizione: nel 2017 uno dei dita utilizzati per il rituale venne addirittura rubato e successivamente restituito.

Per questo è importante correggere un altro dettaglio della storia circolata sul Sourtoe. Non esiste più “il dito originale” conservato intatto per decenni. Nel corso degli anni diversi dita umani sono stati donati e utilizzati per mantenere in vita il rituale. Il materiale ufficiale di Dawson City parla infatti di oltre 25 dita acquisite tramite donazioni. È dunque più corretto parlare del “dito Sourtoe” come di una successione di reperti umani utilizzati per la tradizione, non di un unico dito immortale.

Ed è proprio questo il paradosso del Sourtoe. Non è realmente il cocktail a essere macabro. Il liquore è assolutamente normale. Il macabro è il rituale che lo circonda: prendere un oggetto appartenuto a un corpo umano, conservarlo per decenni, immergerlo nell'alcol e trasformarlo in una specie di reliquia da pub.

La cosa più curiosa è che il successo della tradizione non dipende soltanto dal disgusto. Il Sourtoe è diventato una forma di appartenenza. A Dawson City il gesto significa accettare una piccola prova assurda e poter dire di averla superata. È una versione moderna e perfettamente commerciale di un'antica logica antropologica: la comunità stabilisce una prova, il nuovo arrivato la affronta e, una volta superata, riceve un segno che certifica il passaggio.

Soltanto che qui il rito di passaggio non prevede una montagna da scalare, una gara o una cerimonia religiosa. Prevede un bicchiere di whisky e un dito umano mummificato.

E forse è proprio questo a renderlo uno dei cocktail più macabri del mondo: non il fatto che qualcuno abbia avuto l'idea di mettere un dito in un bicchiere, ma che decine di migliaia di persone abbiano volontariamente deciso di avvicinare le proprie labbra a quel dito per poter dire, alla fine della serata, di averlo fatto.

Cesio Endrizzi

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