Vodka e succo d'arancia: due ingredienti apparentemente ordinari, una combinazione diventata celebre in tutto il mondo e un nome decisamente insolito. Lo Screwdriver, letteralmente «cacciavite», deve la propria fama anche a una storia che sembra uscita da un film: operai petroliferi americani che, durante il lavoro, avrebbero mescolato clandestinamente la vodka al succo d'arancia utilizzando proprio un cacciavite per girare la bevanda.
La leggenda colloca spesso l'episodio nelle piattaforme petrolifere americane del Golfo Persico, intorno alla metà del Novecento. Gli operai, impossibilitati a utilizzare strumenti da bar, avrebbero impiegato quello che avevano a disposizione. Il cacciavite sarebbe così diventato il nome del cocktail.
È una spiegazione suggestiva, ma presenta un problema: non esistono prove contemporanee sufficienti per attribuire con certezza l'origine del nome a quell'episodio. La storia viene generalmente considerata una leggenda legata alla cultura popolare del cocktail, non una ricostruzione storica documentata.
Le prime tracce scritte della bevanda sono molto più interessanti. Nel 1943, un articolo proveniente da Ankara, in Turchia, menzionava lo Screwdriver in relazione ai militari americani. La bevanda sarebbe stata consumata da personale statunitense in un ambiente nel quale la vodka e il succo d'arancia potevano essere mescolati con relativa facilità.
Qualche anno dopo, nel 1949, la rivista Time descrisse il cocktail come una bevanda apprezzata al Park Hotel di Istanbul. Tra i frequentatori del locale figuravano ingegneri americani, agenti dei servizi segreti turchi e rifugiati. Il drink era dunque già conosciuto in ambienti internazionali prima di diventare un'abitudine diffusa negli Stati Uniti.
La sua affermazione americana si sviluppò soprattutto nel dopoguerra, quando la vodka cominciò a conquistare uno spazio sempre maggiore nel mercato degli alcolici. In questo processo ebbe un ruolo importante Smirnoff, che negli anni Cinquanta investì nella promozione di un distillato ancora poco familiare a una parte del pubblico statunitense.
La vodka aveva una caratteristica commerciale particolarmente interessante: il suo gusto relativamente neutro permetteva di utilizzarla in numerose miscele senza modificare radicalmente il sapore degli altri ingredienti. Il succo d'arancia rappresentava una soluzione semplice, economica e facilmente riconoscibile. Non occorrevano tecniche elaborate, attrezzature particolari o una lunga lista di ingredienti.
Lo Screwdriver diventò così uno dei cocktail più immediati da preparare e uno dei veicoli attraverso i quali la vodka entrò nella cultura americana. La sua semplicità era anche il suo principale punto di forza: vodka, succo d'arancia e ghiaccio. Una combinazione che poteva essere preparata praticamente ovunque.
La storia del cacciavite, tuttavia, non va confusa con la storia documentata della diffusione del cocktail. È possibile che il nome derivi effettivamente dall'abitudine di mescolare la bevanda con un attrezzo da lavoro, ma non abbiamo elementi sufficienti per identificare con sicurezza i protagonisti, il luogo e il momento dell'episodio.
Rimane quindi una delle spiegazioni più divertenti della storia della miscelazione: un cocktail diventato internazionale grazie alla semplicità dei suoi ingredienti, alla diffusione commerciale della vodka e a una leggenda che attribuisce a un comune utensile da officina il merito di avergli dato il nome.
A volte, nella storia dei cocktail, il confine tra realtà e pubblicità è sottile quanto quello tra un bicchiere di succo d'arancia e uno Screwdriver.
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