Cos'è il Binge Drinking?
Il binge drinking è l'assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve. Secondo l'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, esso corrisponde all'assunzione, in un'unica occasione di consumo in breve tempo, di oltre 6 Unità Alcoliche (UA) – dove una UA equivale a 12 grammi di alcol puro – di una qualsiasi bevanda alcolica.
In questa definizione non è importante il tipo di sostanza che viene ingerita né l'eventuale dipendenza alcolica: lo scopo principale di queste "abbuffate alcoliche" è l'ubriacatura immediata nonché la perdita di controllo. Spesso si associa al compimento di un reato, a volte è assunto come moda giovanile.
L'esatta consistenza dell'intossicazione varia da paese a paese. Il punto critico può essere raggiunto dopo molte ore o anche diversi giorni di assunzione. A causa degli effetti a lungo termine, il binge drinking è considerato uno dei più grandi problemi di salute al giorno d'oggi.
Al giorno d'oggi, non c'è consenso tra gli alcologi su come quantificare il binge drinking:
Stati Uniti: Il termine è usato spesso per indicare l'assunzione di 5 o più superalcolici in una sola volta per gli uomini, e 4 o più per le donne.
Inghilterra: Il binge drinking è definito come l'assunzione doppia di quanto si fa quotidianamente, cioè bere 8 superalcolici o più per i maschi e 6 o più per le femmine.
NIAAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism): Recentemente ha dichiarato che il binge drinking si verifica con una concentrazione di alcol nel sangue dello 0,08% o superiore, indipendentemente dal numero di alcolici assunti in una volta.
Rimangono una serie di controversie su come meglio definire il binge drinking, così come molte persone percepiscono la definizione ufficiale ancora imprecisa in quanto non considera i contesti nei quali avviene il consumo. Negli Stati Uniti, qualche volta il termine "etilismo estremo" è utilizzato per descrivere l'assunzione di 10 o più superalcolici in una sola volta.
Il binge drinking è molto comune tra le persone di sesso maschile e colpisce durante l'adolescenza ed in prossimità della maturità. La prima assunzione di alcol per uomini e donne avviene all'età media di 15 anni, una "età di passaggio" in cui si vuole essere indipendenti dalla famiglia e in cui si subiscono fortemente le influenze del gruppo dei pari.
Secondo una recente ricerca, i giovani bevono perché:
È divertente (36%)
Disinibisce (25%)
Rende felici (25%)
Fa dimenticare i problemi (14%)
Altri motivi comprendono la socializzazione, la suggestione e l'erotismo. I "binge drinker" bevono maggiormente cocktail, birra e vino, mentre in misura minore i liquori. Sono attenti alla moda dell'"happy hour" proposta dai pub in stile inglese, dove in ore pomeridiane viene venduta birra a prezzi inferiori rispetto alla sera.
I fattori di rischio per gli etilisti critici includono:
Status sociale inferiore
Molte disponibilità economiche
Suggestionabilità
Pessimo self-control
Delinquenza minorile
Disturbi della condotta
Problemi emotivi
Bevute di gruppo
Problemi in famiglia
Altri fattori ambientali che possono indurre al consumo critico di alcol (es. criminalità organizzata, sistema penale inefficiente, ecc.)
Il binge drinking è spesso associato a:
Ridotte relazioni amicali
Incidenti
Vandalismo
Violenza
Dispersione scolastica
Attività sessuale non protetta, con conseguenti gravidanze indesiderate e rischio di contrarre l'HIV
Secondo le statistiche:
Il 10% delle donne e il 19% degli uomini ha registrato un tentativo di aggressione sotto effetto di alcolici.
I maschi che bevono più di 35 superalcolici a settimana dichiarano di aver subito violenze fisiche, mentre il 15% ammette di aver aggredito a loro volta.
Circa il 16% degli etilisti critici dichiara di bere per motivi erotici.
Il binge drinking può causare diversi danni all'organismo:
Alterazione della omeostasi
Variazione del ritmo circadiano
Aritmia cardiaca e ischemia
Variazioni nella pressione del sangue
Scompensi delle piastrine
Menomazioni ormonali
Effetti perversi sul feto se in gravidanza
Danni al cervello
Effetti sul Sistema Nervoso Centrale
Scompensi nella memoria e nei modelli cognitivi possono riscontrarsi in tutti gli etilisti critici, così come l'incapacità a controllare gli impulsi, specialmente nelle ragazze. In aggiunta, la percezione delle informazioni per via orale o visuale risulta ritardata.
Gli studi compiuti sugli adolescenti dimostrano che il consumo etilico critico continuato può causare scompensi cognitivi a lungo termine. Ragazzi che regolarmente partecipano a bevute di gruppo per diversi anni mostrano, in base alle analisi radiografiche, minori dimensioni dell'ippocampo. Il consumo continuato è associato a deficit neuro-cognitivi del lobo frontale nonché problemi legati all'udito e alla memoria orale (Sindrome di Korsakoff).
Gli esperimenti sugli animali indicano che gli effetti neurodegenerativi dovuti all'abuso etilico durante l'adolescenza possono essere anche permanenti.
Binge Drinking e Gravidanza
Il binge drinking è il più importante fattore di rischio per danni arrecati al feto, in particolare sulle capacità sensoriali e sullo sviluppo psichico del fanciullo. Approssimativamente:
Una su cinque donne bevitrici
Una su venticinque donne incinte
Il binge drinking durante la gravidanza è associato alla Sindrome alcolica fetale, complicazioni alla nascita e disturbi di tipo neurologico. Il neonato dopo la nascita può soffrire di:
Ritardo mentale
Problemi di apprendimento, memoria e attenzione
Difficoltà di gestione e socializzazione
Difetti estetici, deformità scheletriche e organiche
Minore circonferenza del cranio
Il binge drinking durante la gravidanza è anche associato ad un aumento del rischio di aborto spontaneo.
Il binge drinking è associato a:
Colpo apoplettico e morte improvvisa, più frequenti nei paesi dove il consumo di alcolici è maggiore.
Ischemie, emorragia subaracnoidea e altre emorragie durante la fase di regressione di un episodio.
Ischemia miocardiaca e angina nei giovani che soffrono di scompensi cardiaci.
Effetti deleteri sul metabolismo, sul profilo lipidico, sulla coagulazione del sangue e sulla fibrinolisi, sulla pressione del sangue e sui fasci vascolari associati a embolia e infarto.
Il rischio più frequente nel consumare dosi elevate di superalcolici in un ristretto intervallo di tempo è l'avvelenamento ematico (overdose), che può condurre a conseguenze letali. Rimanere soffocati dal proprio vomito è altresì una causa di morte, così come cadute, combattimenti, incidenti stradali e gare su auto-motoveicoli.
Tra gli studenti americani, circa la metà dei maschi e il 39% delle femmine soffre di binge drinking. Differenze etniche sussistono tra bevitori:
Latino-americani: livello più alto
Autoctoni: livello alto
Afroamericani: basso livello
Asiatici: basso livello (in questo caso la predisposizione è dovuta alla presenza nel DNA di un gene particolare, l'aldehyde dehydrogenase gene ALDH2, che non permette di metabolizzare bene l'alcol)
Ricerche recenti dimostrano che giovani bevitori che assumono 4/5 superalcolici in più di tre occasioni nelle ultime due settimane sono statisticamente 19 volte più propense a sviluppare una dipendenza alcolica rispetto ai non bevitori. Approssimativamente il 40% degli etilisti dichiara di averne abusato durante l'adolescenza.
Episodi reiterati di abuso di alcolici, specialmente in giovane età, accrescono il rischio di contrarre disturbi alcol-correlati (ICD-10, sindrome da dipendenza), specialmente per coloro che iniziano a bere prima del compimento del quindicesimo anno di età.
A causa dei rischi cui incorrono gli adolescenti, gli esperti concordano che sono necessari interventi di tipo preventivo quali:
Controlli periodici
Riabilitazione psicosociale
Tutor coetanei che possono ridurre il livello di consumo critico
I Centri per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione propongono di:
Aumentare il costo dell'alcol o delle accise
Inibire le modalità per ottenere una licenza per vendere alcolici
Attuare l'applicazione di leggi più rigorose per i minorenni
In alcuni casi si ricorre alla psicoterapia coinvolgendo i familiari del paziente. Un'efficace strategia di intervento adatta agli adolescenti è il counselling organizzato in tre o quattro sedute, anche di gruppo, ciascuna di 30-60 minuti.
Durante la terapia si cerca di valutare i modelli comportamentali associati al bere e, se non è possibile estinguere del tutto la sete, si cerca di educare al "bere responsabile". In ogni caso, chi termina con successo una terapia per la disintossicazione etilica non può più tornare a bere, pena il rischio di ricadere nella dipendenza.
Prospettive sulla Lotta al Binge Drinking
In Inghilterra
Questo problema costa alle casse del governo circa 20 miliardi di sterline l'anno, pari a:
17 milioni di giorni di lavoro perduti dovuti alle patologie alcol-correlate
Costo sugli impiegati stimato intorno ai 6,4 miliardi
Costo annuale sul sistema sanitario nazionale di circa 2,7 miliardi di sterline
In Italia
Sussiste ancora una forte cultura alcolista. I giovani sono prematuramente iniziati al consumo di alcolici, anche sotto forma di dolci, con dirette ricadute sulla salute, sull'economia e sul lavoro.
Mai quanto in questo caso è richiesto un impegno di tutti i settori produttivi e politici per far fronte all'emergenza:
Forze di polizia: per prevenire le sofisticazioni (es. metanolo e altri additivi)
Agricoltura: per migliorare la qualità dei prodotti ed eliminare le partite scadenti ed invendute
Mass media: per limitare la pubblicità specialmente dei superalcolici
Ambiente: per promuovere la raccolta differenziata e il riciclo dei contenitori
Strategie Efficaci
Aumentare l'attenzione pubblica e diffondere informazioni sui rischi
Condurre inchieste dai dipartimenti di emergenza sul comportamento pericoloso
Persuadere i giovani ad accettare counselling individuali o di gruppo
Incoraggiare attività di ricreazione come discipline fisiche e competizioni sportive
Prevedere programmi educativi, assistenza specialistica e tutoring
Il binge drinking rappresenta una delle sfide più urgenti per la salute pubblica contemporanea, specialmente per le nuove generazioni. Non si tratta solo di un problema individuale, ma di un fenomeno sociale complesso che coinvolge famiglie, istituzioni e comunità.
La consapevolezza dei rischi, l'educazione al consumo responsabile e politiche di prevenzione efficaci sono gli strumenti principali per contrastare questa epidemia silenziosa. Come ha scritto Canevicci: "Nella terapia delle tossicomanie o dell'alcolismo si usa un de-condizionamento che prevede la somministrazione di una frustrazione sottesa alla messa in atto del comportamento non accettato (es. astinenza)" – ma la vera sfida è prevenire prima che sia necessario curare.
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